Michel aveva aperto la porta alla rivelazione di una Marta sconosciuta con un ‘ciao’ alquanto adirato.  
“Ti ho fatto qualcosa?” aveva messo subito un puntino sulla “i” per il dubbio nella previsione di un incontro felice.
Seppure Marta durante il tragitto non fosse riuscita a smaltire la sua rabbia gli aveva domandato:
“Mon chéri come puoi pensare una cosa del genere?”.

“Sono davanti a te e l’inquadratura è questa” Michel aveva fatto un gesto verso l’alto e poi subito in avanti, a sottolineare il fatto che si trovava a casa sua e per invitarla a proseguire.

“Scusa, hai ragione, sono parecchio scossa, ho avuto una doppia sorpresa, ancora adesso non so quale mi infastidisca di più!”.

Che succede?

Michel le aveva proposto di sedersi e dirgli subito di che si trattasse, desideroso di farle cambiare il cattivo umore con il sentore di chi ha ricevuto del lavoro da sbrigare a casa. Anche se lui di solito i problemi li mastica quotidianamente, Marta aveva preannunciato una doppietta e la serata era a rischio.

“Davvero, scusa, non vorrei versarti i miei problemi addosso” aveva cominciato inutilmente Marta, immediatamente incoraggiata da Michel che invece voleva essere d’aiuto (sperando di farla sbollire al più presto).

“Ok, devo andare a firmare da un notaio, come tutore di mia figlia, per il passaggio di proprietà a suo favore dell’appartamento in cui stiamo!”.

“Wow, perché la trovi una sorpresa fastidiosa? E poi, la seconda?” Michel non badava ai dettagli coerente al suo intento di provocare una celere dipartita dei problemi di Marta.

“L’appartamento è un regalo da parte di mia suocera che già è un trattato a sé e anche l’intenzione che lei segue, ti risparmio tutti i suoi ragionamenti che ha fatto sul mio conto. Capisci? – Marta si era fermata giusto per riprendere fiato e concludere con – e come se non bastasse, me lo ha fatto sapere dalla ragazza del mio ex!”.

“Eureka!” aveva esclamato Michel senza trattenersi, avendo già individuato il problema, disorientando però Marta.
“Eureka cosa?”.

“Rilassati, ci vuole un bicchiere con una storiella.”.

Marta aveva allungato le gambe lontano dal divano e allargato le braccia in segno della falsa attesa di cosa sarebbe potuto accadere grazie ai due ingredienti proposti dal Michel, intenzionata però a dargli tutta la sua attenzione.
Era già lì, Michel aveva poggiato il bicchiere davanti a lei rivolgendole la domanda d’obbligo:
“Mi ricordo male o eri contenta di questa ‘ragazza’, di come avesse sistemato il tuo problematico ex nella vostra separazione?”.
A Marta era venuto uno strano collegamento nel trovarsi di nuovo su un divano e gli aveva risposto stranita:
“No… ti ricordi bene, – con un sentore che qualcuno la stesse spostando o stesse solo cambiando gli attori – e allora?”.

“Ti racconto una mia esperienza.”. Michel aveva attaccato come aveva promesso, dopo aver spostato il focus su Melania e la sua azione positiva.  

Vedova allegra

“Ho una cliente, probabilmente la signora che si porta dietro più anni rispetto a tutte le altre. So che sta bene, è anche ovvio visto che è una cliente abituale di un negozio di cui mi occupo.” Michel aveva sorseggiato il vino e proseguì nel suo racconto.

“Sono ormai anni che conosco i suoi gusti, eppure mi è capitato di peccare di presunzione. Sai, lei viene sempre all’inizio della stagione per prendersi le sue soddisfazioni per quanto riguarda l’abbigliamento. Tengo a precisarti, perché appunto la conosco da tanto tempo, che so che ha tanti interessi. Ultimamente ancora di più, perché da un paio di anni è rimasta vedova ma non si è chiusa in casa a piangere, cosa che molti avrebbero preferito. Sai, la gente a volte è cattiva per un gusto personale, senza saper bene di che cosa stia parlando. Infatti la chiamano ‘Vedova allegra’. Questo significa vederla in giro per svariate occasioni, non ti annoierò su tutto quello che le interessa. Io lo so, perché ormai abbiamo confidenza. Come ho detto, ormai è tanto che viene a comprare da me.
Così, una volta è successo, che io non avevo un capo che lei voleva acquistare, semplicemente perché era passato poco tempo dalle sfilate per averlo già nello store.
Si trattava di un Vivienne Westwood, non lo dimenticherò mai. Avevo un paio di abiti rimasti dalla stagione passata e gliene offrii. Tu non t’immagineresti che inferno si è scatenato.”.

Il problema

“Anche se non capisco cosa c’entri con me, sono curiosa di saperlo.” Marta aveva assunto una posizione più normale ma senza ancora aver toccato il bicchiere.

“Per me era desolante. Mi ero sentito mortificato e anche punto nel mio orgoglio. Devi cercare di immaginarti una signora di una certa età, molto curata, educata, amante della vita. Era proprio questo il punto che avevo perso di mira, mi ero adagiato sul solito focus di una vendita.

Invece lei mi disse che non era arrivata alla sua età giocando a briscola, che se si poteva permettere un certo stile di vita non voleva dire che alla sua età doveva fare delle rinunce. Io dovevo saperlo che lei non si sarebbe mai messa un capo in giacenza: ‘È dalla scorsa stagione, vero Michel? Come avresti potuto pensare che io non lo sapessi?’ aveva specificato.”.

“Capisco, non sarà stato piacevole.”.
“L’inferno era quello che io mi sentivo addosso, venni trattato come un ragazzino stupido che sembrava volesse prenderla in giro. Rischiavo di perdere una buona cliente.”.
“Com’è andata?”
“Mi sono ricomposto, siamo ancora amici e facciamo ottimi affari.”.
“Scusa, ho capito che hai fatto riferimento a mia suocera, però non riesco a fare un collegamento…?”.

Una soluzione

“E dovresti, la suocera probabilmente porta gli anni tuoi e dell’altra ragazza messi insieme, se non di più. Loro, le persone mature, ne sono consapevoli, tutti i giorni. Voi non ci fate caso ma è così. Anche se lei ha usato l’altra per dirti certe cose, pensa piuttosto perché non te le ha dette lei direttamente.”.
Marta si era come oscurata, pervasa da un sentore poco piacevole, di qualche verità…

“E pensa che anche la ragazza magari non sarà stata piena d’entusiasmo nel dovertelo dire, ma d’altra parte è lei quella intraprendente e penso che la suocera abbia fatto bene i suoi conti.”.
“Ok, ok, tutte brave, a me però continua a dare fastidio!”.
“Sei tu che devi riparare. Devi chiamarle e ringraziare.”.
“Scherzi!”.
“No, va bene, dovresti. Ti conviene, sempre se vuoi mantenere i rapporti. Puoi anche lasciar stare e non ‘eseguire gli ordini’, come lo percepisci tu, oppure puoi chiamare la nonnetta e sorprenderla dicendole come sei contenta e che pensi sia stata molto generosa, perché è quello di cui lei è convinta. Per la ragazza non guasterebbe almeno un messaggio, per dirle che la capisci.”.

“Mon chéri, questa tua verità mi riesce a togliere solo una parte del fastidio.”.

“Se è una richiesta, niente di più facile” Michel poteva finalmente baciare Marta.
“Per gestire una vedova allegra – le aveva sussurrato all’orecchio – devi imparare le strategie, intanto, tesoro, ti faccio dimenticare la tua seccatura.”.

Leggi anche: Battesimo e regalo  

Le donne vivono più a lungo degli uomini, soprattutto quando sono vedove.”
Georges Benjamin Clemenceau

Problem solving wordless video

by Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.

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