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Un dizionario vago – parenti serpenti

Un dizionario vago – parenti serpenti

I parenti serpenti fanno parte del gruppo che non abbiamo potuto invitare nella nostra vita, è difficile sopportarli e il rapporto con loro necessita cautela.

Avrebbero potuto starsene tranquillamente per conto loro e invece no, intraprendono la missione di utilizzare specifiche parole che destabilizzano, deprimono e demoliscono, cercando di smuovere il terreno su cui il loro parente preso di mira si muove. Infatti per le loro azioni, appena gli capita l’occasione di cospargere il loro veleno, si sono guadagnati l’etichetta di “parenti serpenti”.

L’indecisione, una signora incompresa

Uno dei “parenti serpenti” è l’Indecisione. Detto subito e chiaramente, lei è una brutta bestia, sempre con il fiato sul collo. È sorella e nemica invidiosa della Scelta. Non è mai soddisfatta di sé ed è sempre pronta a criticare i successi altrui.
“Che senso ha sforzarsi? Dove sta il guadagno di cambiare una cosa che si ha già e perché buttare via una sicurezza per una cosetta incerta?!” sono i suoi punti di vista e non intende mollarli. Continua a mettere in allerta la Scelta, utilizzando pretesti e alimentando dubbi sul suo operato. Adora i prefissi come “se” e “non” e parla soprattutto del passato. Mette zizzania sulla visione del Futuro che è tanto “insicuro”.
I successi acclamati cerca di spazzarli via dicendo che erano scelte obbligate. L’Indecisione ha le tasche piene dei semi dell’insicurezza a ha una paura fottuta che la Scelta riesca a fare segno. Riguardo i suoi piani cautelativi, nel dirle che lei è la “solita” a non portare frutti, si difende convinta affermando che sono calunnie.

Il Pessimista, cugino acquisito (persino anziano)

Un Pessimista può essere nato così, trovato nella veste di un cugino, per aggiunta acquisito, oppure è diventato così contando le avversità della propria vita. L’esemplare più diffuso, infatti, è il pessimista anziano. Porta il costume degli anni vissuti e si aspetta il rispetto per averli superati. Di solito si presenta con parole accuratamente studiate e un’educazione pronta a insegnare… qualcosa. Fa accomodare gentilmente i suoi ospiti e procede alla presentazione dell’opera. Di solito il suo “Quando”, “Io” e “Ricordo che” portano ad un finale tragico con l’unico pensiero definitivo, e compiuto, che nulla serve.
Il parente serpente, diventato un Pessimista, in sostanza chiede solo attenzione per il suo noioso spettacolo. Sia fare qualche cura che apportare dei miglioramenti è considerato del tutto inefficace e viene rifiutato. Non resta che lasciarlo scaricare le sue repliche sul prossimo malcapitato, uscire dalla sua scena e imbucarsi ad una festa.

La Suocera, onnipresente

A differenza delle sorelle Scelta e Indecisione, la Suocera si è incarnata e porta le sue ossa a fracassare ad ogni occasione. Sembra che alcune abbiano perso le cattive abitudini, come se addirittura non facessero parte del loro lessico, ma sono esemplari rari. Di solito una suocera segue una strategia prima di colpire. Appena la si incontra nessuno le darebbe della strega con la produzione di veleni all’ingrosso. Fa sembrare tutto fattibile, tutto ideale e da magnificare. Nella sua presentazione più misurata è una parente acquisita sulla ruota della fortuna, dove si guadagna sempre qualcosa.

La Borsa Valori Suocere negli ultimi tempi sta perdendo azioni per l’ovvio calo nelle trattative dei matrimoni, un risultato di strategie ormai superate. Nel caso il destino voglia comunque assegnare una Suocera bisogna trattarla con i modi dovuti. Ne è l’esempio il reclamo verso un autista lento: “Guidi come se stessi portando la suocera al pronto soccorso!”.

Parenti serpenti

Per ogni parente serpente c’è un antidoto. Purtroppo esistono e bisogna trovare delle contromisure con l’obbiettivo di tutelare la propria incolumità. I parenti serpenti portano facilmente a pensieri omicidi. Decisamente più indolore è di starne talmente alla larga da non rischiare di cadere nelle loro trappole.
Per i più temerari, ottimisti e operanti delle scelte proficue, un articolo su come imparare a sopportare la suocera.

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Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.
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