L’AMORE finisce, anche su Twitter

L’AMORE finisce, anche su Twitter

Intanto l’amore finisce. Ognuno all’inizio ha già tracciato la sua fine.
A differenza della vita, il percorso di un amore, la sua durata, la qualità sono facilmente intuibili e plasmabili. Purtroppo ultimamente abbiamo poco tempo e tante distrazioni, i social ne portano la testimonianza.

Per esempio, Twitter

“Innamoratevi a caso, tanto non cambia niente.”
l’immaturo @pollonista 26 mag 2017 via Twitter

Se lo spirito è la paura di perdere qualcosa, la stanchezza di stare da soli, la tristezza di dormire spaiati, una volta trovato l’amore all’orizzonte s’intravede già qualcosa di grandioso, più interessante. Spesso una distrazione è scambiata per un’occasione da non perdere. Ci si può trovare in un sentimento, credendo al “se piace alla prima occhiata, non c’è niente che tenga”. Ognuno ha le sue convinzioni e i suoi approcci. Tanto, al giorno d’oggi non ci sono più regole, abitudini per meglio dire, i rapporti di coppia stanno vivendo una rivoluzione.

Ci si lascia trasportare dai cambiamenti seguendo il flusso. Alcuni non se ne sono accorti, altri ci marciano su. Si fugge e si pensa di essere vincitori mentendo a se stessi per non ammettere di essere dei codardi. La colpa è sempre dell’erba del vicino, sempre più verde, e non parliamo di quella dall’altra parte del mondo. Ci si lascia in un click, con un messaggio.

Invece 

essere amati è grandioso e piacevole e anche, purtroppo, difficilmente realizzabile. Desiderare di essere amati è un pensiero a senso unico e nella fretta della vita d’oggi, dove non si prendono in considerazione le aspirazioni altrui, incespica. Inevitabilmente si fallisce in una delusione del giocattolo mancato, la cui esistenza dall’altra parte spesso rimane ignota.

E ti amo non si dice. E mi manchi non si dice. E per sempre non si dice. Vi do il numero, parlatece voi.
Carla Dantoni @carladantoni88  22 mar 2016 via Twitter

Poi l’amore finisce

Nell’amore il fatto di pensare solo alla felicità, quella che si percepisce come un miracolo assente per colpa della perfezione mancata, si usa come alibi per portare avanti la propria crociata del “mordi e fuggi”, l’astenersi da un progetto a cui dedicare un impegno senza garanzie. Manca il coraggio di mettersi in gioco. Tutti i fallimenti passati, anche i più piccoli, si usano come pretesto per farsela addosso davanti ad una probabile costruzione stabile.

“Ogni finale porta il dolore, è la parte bella che fa male.”
Veronica Petinardi @VeraPetinardi 15 giu 2016 via Twitter

E resta

il ricordo che fa male con un proposito, se mai, per il futuro:

 “il mio uomo ideale deve piacermi,
ho bisogno di essere sicura di piacergli,
avere tanti interessi in comune,
devo sentirmi al centro del suo universo,
perché anche se il sesso funziona, lui è il mio punto mediano”.

Non è facile, ci vule del tempo e chi ce l’ha?

 

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Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.
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