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Trono di spade, il drago e il lupo

Trono di spade, il drago e il lupo

Il Trono di spade, succede nella penultima puntata della stagione. Per niente sorpreso e completamente preparato il Re della Notte fa precipitare dal cielo il suo futuro taxi. Provoca così reazioni su internet, non prime e certamente non ultime, sul proseguimento della serie televisiva fantasy.

Ormai nell’ultima, settima, stagione i dialoghi intelligenti, gli intrighi, le trasformazioni sofisticate e le relazioni sono stati sostituiti da una traccia veloce che fa irritare i fan. Il proseguimento con le scorciatoie toglie il posto alle emozioni che non funzionano. I forum si riempiono con critiche aspre e sarcasmo.

Ci sono tanti punti che non piacciono e alcuni si perdonano anche ma la scena centrale dello scontro tra il Re della Notte e Jon e compari fa veramente acqua da tante parti, seppur ghiacciata. Se “Il Mastino” non avesse buttato quella pietra, gli zombie sarebbero rimasti ad aspettare e forse sostituiti da un’altra di queste invenzioni costruite “alla carlona” propinate ormai in quantitativi tali da causare irritazione?

Dal ghiaccio che si rompe a nord, dove gela sempre per poi ridiventare solido e farci passare un’armata, a uno degli eroi caduti dentro l’acqua gelida che ne esce vivo. Infine, perché non basta mai, gli zombie entrano in acqua lo stesso per legare il drago allo scopo di tirarlo fuori e poterlo trasformare nel sopracitato taxi.

La sceneggiatura del Trono di spade 

Certo, far coincidere, sviluppare e spiegare tutto in una saga di tanti intrecci è un lavoro molto complesso. A prova di questo fatto l’esistenza di una sceneggiatura originale e non originale nello stesso prodotto. Come tutti sanno la storia di “Cronache del ghiaccio e del fuoco” nasce nel 1991 e tuttora la sua forma cartacea non è terminata. Tant’è vero che stanno lavorando diversi sceneggiatori per portare avanti la programmazione. E seppur l’autore George R.R. Martin ne abbia la supervisione, molto probabilmente per ragioni contrattuali il suo potere decisionale non è maggioritario.

Tanti dettagli aggiunti e inspiegabili non sono una primula sullo schermo delle serie più amate. Anche gli autori di Lost ne avevano messi tanti e poi a giochi finiti li avevano giustificati come contorni che gli sembrava potessero piacere. Questo era l’unico motivo per inserirli. Così a caso e non nascondevano di provare piacere quando il pubblico escogitava le teorie sul perché, oltre ad aver apportato delle modifiche in corso d’opera per le reazioni su internet.

Supposizione 

Alla fine comunque si capirà tanto di più grazie al caro vecchio binge watching e la serie probabilmente piacerà ancora di più. Forse capiremo questa decisione di un proseguimento sghembo della storia e i conseguenti ragionamenti bislacchi degli interpreti. Il perché prima ogni personaggio avesse il suo carattere unico e dopo sia diventato un pupazzo che si muove lungo la scacchiera.

Intanto nell’ultima puntata della stagione forse scopriremo perché il Re della Notte nei suoi calcoli ha preferito non prendere Drogon, in quanto presumibilmente gli altri draghi si sarebbero avvicinati a Daenerys per proteggerla e così avrebbe potuto finirne un altro. Per l’ultima stagione, probabilmente, si sarebbe creato un forte dislivello delle forze aeronautiche, sembrerebbe che il finale via aerea non sia contemplato nelle idee degli sceneggiatori.

Gli addetti ai lavori avranno rilevato il forte scontento di questa penultima stagione fiacca e credo, sempre che non sia stato voluto per focalizzarsi sul materiale per un gran finale, che la famiglia dei creatori dovrà fare una tavola rotonda per darci un finale degno di un auspicio ad una delle migliori serie, se non la migliore. Insomma, ci penserà la famiglia comunque.

Colore blu degli occhi di ghiaccio
lo sguardo dall’alto
la forza fredda dei conquistatori
e il fuoco contrario che brucia la terra dell’altro
i soliti interminabili scontri
le parole negli incontri
per un solo motivo, perciò
ridare la potenza ai nativi
dei draghi
oppure il potere al casato
del lupo

Comunque è sempre un piacere per chi ama il cinema e va pazzo per le serie.

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Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.
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