Sono i single, i sopravvissuti. C’è chi nel festeggiare San Faustino trova una rivincita nel giorno dopo, quando tutti quelli veramente innamorati hanno festeggiato la loro unione. A parte il fatto che forse c’è da festeggiare proprio questo: la sconfitta di un’incertezza della vita pensando al ‘sempre’ di un legame. Un pensiero bellissimo, un sentimento piacevolissimo e il romanticismo alla massima potenza ci stanno.

Solo che

Tornando alla denominazione della ricorrenza, che fa riferimento ad un combattimento, la festa sa di tregua brindata per una battaglia vinta nel giorno di San Valentino oltre la speranza di vincerla anche il giorno successivo, quello di San Faustino. Come dice il proverbio stesso “con una battaglia la guerra non è vinta”. Il perché è risaputo, per qualsiasi risultato bisogna impegnarsi e non intendo perciò posare sulla carta un trattato psicologico. Tanto lo sanno tutti cosa bisogna fare per restare insieme, no…? E festeggiare almeno (!) una volta l’anno è il minimo direi.

Così, tornando alla riscossa, san Faustino si è preso anche lui il suo posticino caldo e festeggia l’essere single. Il giorno dopo, noi che non abbiamo potuto celebrare il giorno degli innamorati, “festeggiamo” la nostra “libertà”, uno status molto difficile da conquistare. Perché ovviamente c’è chi non riesce a ottenerlo e c’è chi l’indipendenza non la vuole proprio.

La scelta

Essere single capita a tutti nella vita. Più o meno volutamente. Di solito succede perché una parte delle due dice basta all’altra. Succede anche che chi dice basta lo faccia perché tenere in piedi un gioco a tre diventa ingestibile e uno/una passa solo da una coppia a un’altra. Invece chi la decisione la subisce si trova ad essere single, a far parte dei sopravvissuti, senza preferenza. Così ha la sua reazione che a sua volta amministra nel tempo che la consegue.

A parte la tristezza smessa e San Faustino, essere single in certi casi diventi una scelta per eccellenza. Non è solo una questione di: “Sai che cosa? L’ultima esperienza di coppia mi ha proprio esaurita”, né del: “Non ci sono più le donne di una volta” e neanche di: “Gli uomini sono diventati intrattabili.”.

Può succedere di

  • scoprire che da soli si sta infinitamente bene
  • trattare sé stessi come la persona più importante a prescindere
  • scoprire che stiamo davvero meglio da soli, e chi ce lo fa fare?

Chi invece da solo non sta comodo ha tante opportunità durante tutto l’anno. A Torino, per esempio, il giorno di San Faustino, e non solo, fiorisce la commercializzazione delle feste per i single. Quel giorno o un altro hanno comunque l’aria del sensale moderno. Alzi la mano chi ci ha provato ed è rimasto accoppiato!

Perché se un single per scelta decide di cambiare la propria decisione non c’è festa che tenga. È un insieme di fattori dalla conoscenza reciproca (senza: “Ma sì, magari quell’angolo si smussa”) alla consapevolezza (“Quello spigolo mi piace proprio”) al trattarsi bene nell’optare per una scelta diversa. Fino a questa risoluzione possiamo festeggiare anche tutti i giorni l’essere dei single, no?

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