fbpx
Rincorrere abitualmente o prendere fiato?

Rincorrere abitualmente o prendere fiato?

Rincorrere come al solito, inseguire tenacemente per “acchiappare un raggiungimento”, prefissato o nuovo, è l’abituale virus di gennaio? E come tale ha una cura adatta?

Per i superstiziosi superato il 17 gennaio di quest’anno, caduto per di più di venerdì, è finita anche l’ultima scusa per evitare di far ripartire il nuovo anno. Non pensate di tirare fuori dal cassetto qualche intenzione dell’ultimo momento tanto per mantenere la tradizione di non concludere i “buoni” propositi dell’anno nuovo:
Chi vuole cerca modi, chi non vuole cerca ragioni.

A gennaio cominciano ad allungarsi le giornate con la speranza dell’avvicinarsi della bella stagione, nonostante il riscaldamento continuerà ad andare ancora per un bel po’.  È come aspettare una manna dal cielo per un qualsiasi cambiamento e progetto che, probabilmente, non arriverà.
Aiuta te stesso e poi forse qualcuno, o qualcosa, ti aiuterà.

Invece si presenta pure il bisogno post-festivo di bilanciare l’abbondanza del nulla di fatto. Ci si sente un tantino in colpa di essere riposati, avendo accumulato pure energia, con tutti cenoni. Invece, si dovrebbe essere pronti a nuove iniziative. Proprio per il mese di gennaio è stabilita la fine delle feste, inizia l’anno fiscale, cominciano i nuovi impegni e bisogna terminare i sospesi dell’anno finito. Sembra di trovarsi tra la
Troppa carne al fuoco e il dover essere cauti per non generare del
Lavoro affrettato, poco considerato.

Per questo, prima di mettersi all’opera, bisogna fermarsi, riprendere fiato e fare un paio di conti. Qualche riflessione con la dovuta attenzione e calma. Suona contraddittorio dire che da una parte sarebbe ora di muoversi e fare qualcosa, e dall’altra consigliare di farlo con calma e tranquillità. Però ha un suo senso.

Per arrivare bisogna smettere di rincorrere.  

Mentre tanti sono già pronti a contrarre il virus della corsa, perché proprio nelle prime giornate di gennaio sono nate diverse problematiche, il consiglio è quello di fermarsi, di smetterla di rincorrere sempre. Qualcuno si allontanerà, rallenterà, prenderà un respiro, lontano dagli agenti patogeni, rifletterà.
Perché, comunque, raggiungere un obbiettivo, anche piccolo, e bene, porta un risultato già in sé rilevante.
Non è necessaria la pioggia, basta che pioviggini…

Abbiamo superato pure il 20 gennaio, il giorno del Blue Monday. Proseguiamo felici e contenti, soprattutto consapevolmente, verso una raccolta appagante del proprio seminato, rivolti ai detti popolari anziché a superstizioni e invenzioni generate a scopi pubblicitari.

Leggi anche: Rumore indefinito

Lascia un commento

Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.
Chiudi il menu