fbpx
PRIMAVERA e il bicchiere ballerino

PRIMAVERA e il bicchiere ballerino

Con la primavera inoltrata è facile trovarsi in un partita dove in palio ci sono lo sballo o l’ubriachezza. Se in certe situazioni possono sembrare la stessa cosa, sono ben distinguibili. Di solito uno si trova all’inizio di un rapporto e l’altra alla fine.

In primavera potrebbe capitarvi di avvistare dei comportamenti fuori dall’ordinario. Quello in cui l’osservato non capisce più niente e rischia perfino la propria incolumità. Sono uomini con difficoltà a camminare giusti per la loro strada, continuano ad inciampare, perfino a sbattere la testa contro i lampioni. Il culmine dell’essere sballati è mancare di un pelo il farsi investire. Non ci sono dubbi, non si tratta dell’ebrezza da alcol, i mancati comportamenti consoni non sono dovuti ai drink. Questo fare insensato ha la radice nel sentimentale. Agli uomini capita, l’ho visto. Credo succeda perché in realtà non vorrebbero manifestare nulla, sono confusi e il loro corpo comunica a ruota libera.

Le dolci follie che riempono l’esistenza

Anche le donne perdono la bussola. Quando sono innamorate da sballo vanno per la strada e sorridono. Sono coscienti di quello che capita loro e vorrebbero che tutti lo sapessero. Probabilmente rischiano meno fisicamente ma certo cambia il loro modo d’essere. Sono così ubriache dei propri sentimenti da raccontarsela e spammare ovunque. Di colpo anche le amiche poco considerate riacquistano interesse per poter comunicare loro la novella. Le colleghe di lavoro che in un altro frangente, in un altro secolo, passavano fazzolettini sul finale di un amore sconsiderato e ormai dimenticato, sono le prime a saperlo. “Così possono gioirne” è convinta l’autrice della diffusione di felicità.

Il panettiere, o il parcheggiatore fino a ieri antipatico sono bersagli raccolti in giro dalla donna sballata. Loro però danno una soddisfazione immediata e tanto più marcata quanto più hanno senso commerciale. Il manifestarlo in modo eccellente appartiene alla categoria dei parrucchieri. Chi ci è passato anche poche volte nella sua vita sa come siano abili a tenere in considerazione i bisogni altrui e a metterli al centro dell’attenzione. Non c’è dubbio che per la maggiore le clienti tornino anche solo per sentirsi apprezzate per i modi notevolmente ammorbiditi. Quell’ubriachezza priva di alcol!

Il bicchiere ballerino

Invece la sbronza in cui birra, vino e vodka scorrono a fiumi nelle abituali bevute con i compagni di pub, fino a notte tarda, accade quando nessuno reclama l’assenza maschile. Le donne, invece, si buttano in una disfatta solitaria bevendo a casa, al massimo dividendo il lacrimoso sconforto via smartphone. L’ubriachezza di un innamoramento andato a male è triste. Non se ne sparla allegramente. Si diventa dei noiosi ripetitori di frasi incompiute agli amici che, per liberarsi del fardello, continuano a ‘tracannare’ a loro volta. Quando si dice compagni di bevute. Le donne intasano il telefono alla malcapitata di turno rischiando un corto circuito col bicchiere ballerino.

In Repubblica Ceca queste persone si indicano come “esseri spalmati”. Il dizionario italiano questa parola la traduce così: “Stendere una sostanza sul proprio corpo o su parte di esso come una pomata sulla ferita”. Le conseguenze dell’amore sono universali. Brindare sull’amore felice è facile. Per quello infelice, anche italico, si trova rimedio nello “spalmare” alcolico fino alla sbornia, con il mal di testa che supera quello del cuore.

A tutta primavera

Non resta che augurarsi di trovare quello giusto e, nell’avidità, spalmarsi di uno sballamento che possa durare. Agli uomini, di non capire e poi arrivarci: bisogna crederci e lasciare che accada…

Leggi anche: Guerra dei baci e la bella stagione

Lascia un commento

Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.
Chiudi il menu