Una prestazione da Oscar, gli verrebbe da dire, quando mai avrebbe potuto succedere una sorpresa del genere? Seppure sia stata piacevole per lui era seccante. Lo disturbava l’aver avuto un giudizio rivelatosi così sbagliato. Avrebbe dovuto farsi solo una scopata semplice, come sembrava lei, giusto prima della partenza, alla veloce.

Quale delle due volte lei avesse recitato, facendo ormai la doccia, gli era chiaro. Ovviamente l’aveva capito dopo le prime battute ma il piacere che lei riusciva a provocare non intendeva sminuirlo con un’inutile competizione. Poi, quando aveva deciso di finirla, le era arrivata una notifica e lei, tranquillamente, gli aveva sbattuto in vista la parte del proprio corpo da lui favorita e aveva messaggiato una risposta.

Nervosismo

Con il vapore del bagno cresceva il suo nervosismo per come alle prime sembrasse la solita amante ordinaria, che lo lasciava condurre il gioco con qualche intervento ma nel complesso era “fai te”, perché lo stava facendo molto…
Era abituato a inquadrare una donna già al primo tocco e ora per la distrazione aveva versato il bagnoschiuma sui capelli al posto dello shampoo, e per lui faceva decisamente differenza.

Al suo ritorno la performance di lei, se già era stata stupefacente del suo, non era ancora terminata. Anche se lei sapeva quanto tempo avessero e stava in piedi, era ancora nuda. Sempre di spalle aveva chiesto se non avesse visto ‘per caso’ il reggiseno. Aveva avuto tempo a sufficienza per trovarlo prima e nemmeno le era servita la risposta perché il reggiseno era apparso naturalmente dalle lenzuola.

Come l’ultimo ciak

Si era girata verso di lui per l’ultimo sguardo su di sé, al naturale, ma Michel mettendo i vestiti aveva deciso di farle lui una domanda sul suo dimagrimento. Gli stava tornando il buon umore perché lei si stava finalmente vestendo e si era meravigliata, contenta che fosse già visibile il suo lavoro sulla disintossicazione dal cibo spazzatura.

“Si vede già,” aveva tenuto a dirle ma anche ad aggiungere di non ricascarci, che la cellulite è dietro l’angolo. Sì, era consapevole di quello che aveva fatto. La volta precedente, nel dopo, era stato carino con lei, ora invece sentiva il bisogno di essere ingentilito dalla sua voglia di vendicarsi.

Il tono della voce di lei sottoscriveva la promessa di buona condotta per quando Michel sarebbe stato via.
Per fortuna un breve sorriso della soddisfazione di lui era sparito dentro il suo maglione.

Non l’avrebbe pronosticato

nemmeno che partire da solo avrebbe potuto diventare una scocciatura. Aveva fatto una battuta fine a sé stessa durante la serata, che lei magari sarebbe potuta venire con lui ma questa comunque era stata programmata come la sua vacanza. Finalmente l’aveva accompagnata alla sua macchina.

E se gli fosse venuta voglia di affondare le dita in un bel sedere, mordere e mangiarsi una femmina appetibile? Sull’isola non avrebbe avuto di certo difficoltà, solo che ora il sapore di Marta aveva vinto e quanto più gli piaceva, tanto più la situazione gli andava sui nervi.

“Marta non esagerare ad aggiungere anche il broncio, avresti potuto venire con me – le aveva detto per farla sentire in colpa, consapevole che lei non può fare improvvisate – davvero, devo andare, forse ci farà bene un altro distacco, pensaci.”. Così le aveva ricordato pure le feste natalizie, poi un saluto molto formale. Fugace, come al solito.

Dopo la sua prestazione da Oscar

a Marta era rimasta la speranza di essere riuscita nel suo intento. Poteva risultarle secondario che lui durante il volo si sarebbe fatto un bel film, una volta diluita la forte miscela di eccitazione e incazzatura (a Marta ignota). Come dopo ogni spettacolo riuscito va a finire così. Si ha la voglia di rivivere almeno alcune scene, sapendo di aver assistito al risultato di una bella sceneggiatura, una fotografia spettacolare e la scoperta di un bel soggetto; viene pure apprezzata l’idea iniziale che all’inizio non sembrava un granché.

Quello che invece era importante per lei, dovuto alla sua interpretazione spontanea già la seconda volta, era fargli capire di non essere da meno e che le scopate tanto per farle erano finite.


Oscar 2018, qualche sassolino

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by Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.

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