Asti è a mezz’ora da Torino e l’“Osteria del Palio” si trova in piazza Alfieri 28.

Riguardo gli esercizi commerciali sono molto critica, d’altronde esistono per il denaro in cambio di un servizio o merce che sia. Ho sempre l’aspettativa di ricevere un “bonus” per la scelta che ho fatto.
Ad Asti era giorno di festa e un cartello in bella vista prometteva un pranzo completo per soli 10 €. Questa recensione ho deciso di scriverla, perché “soli 10 euro” ci sta.

“Avete prenotato? No, va bene, siete in due?”.
“No, veramente in tre.”.
“Ah, lei può entrare sempre” aveva precisato il cameriere riferendosi alla nostra cagnolina.

Promessa di un pranzo a 10 €

Tre sale e tutto pieno. Con la promessa di pagare 10 € per un pranzo completo di primo, secondo, dessert, acqua e caffè, non c’è da stupirsi che fosse compreso il servizio.

Ti trovi per la prima volta in una città per una gita fuori porta, in un giorno di festa, cosa potresti chiedere di più? Tutt’altra accoglienza che per un semplice aperitivo a Torino, dove se non hai prenotato col cavolo che ti trovano un posto…
Succede anche in tanti ristoranti che non si sforzino nemmeno ad offrirti qualcosa al bar mentre potresti aspettare che si liberi un posto. Insomma, l’accoglienza è un biglietto da visita per un locale e all’“Osteria del Palio” ne sono consapevoli.

Ci hanno fatte accomodare con vista sulla piazza triangolare, quella che mi aveva colpita nelle immagini di Asti e per la quale avevamo deciso di visitarla. Un’immediata consegna del menu e mise en place celere. Al mio complimento m’hanno riposto che da loro si fa così, insomma non perdono il tempo che penso, intanto, sarà il cardine del loro marketing dei prezzi.

Però c’è dell’altro.

Il menu da 10 euro consente di poter fare delle scelte su ogni portata tra carne e pesce. Oltre alle specialità piemontesi c’è pure un menu leggero, vegetariano, e per più esigenti anche il menù “à la carte”.

Secondo le nostri abitudini abbiamo optato per i piatti tipicamente piemontesi. Non abbiamo sbagliato, la tradizione non ci ha deluse. Il cucinato al Barolo e l’annaffiamento al burro, gustosi, li avremmo smaltiti nella lunga passeggiata per il centro storico.
I dolci erano cioccolatosi, guarniti con panna e anche il vino sfuso era buono. Non l’ho chiesto ma credo fosse del Dolcetto. Non ricordo quando sia stata l’ultima volta che mi hanno offerto un digestivo, in questo caso un “Amaro del capo”.

Oltre a mangiare bene, un ottimo servizio. Il personale è molto gentile, interessato alla buona permanenza del cliente e si ferma pure per scambiare due chiacchiere e dare consigli per la visita della città.
Anche la location è accogliente, con l’ambiente e i colori caldi da osteria.
Questo clima, la cordialità e il mangiare bene superano l’aspettativa per il pranzo promesso, considero di aver ricevuto il mio bonus. Di conseguenza da consigliare.

Infine,

devo dire che la disponibilità degli astigiani non si è esaurita solo nella trattoria, l’abbiamo incontrata anche durante la nostra visita, in mezzo alle viuzze della città. Io sono curiosa, per sapere chiedo e così mi facilito nel conoscere l’ambiente.
Ad ogni modo, Asti merita la visita, non solo per il centro storico, lo spumante o il Bonet all’astigiana ma anche perché in una giornata coperta dalle nuvole la sua accoglienza è gentile, trovi disponibilità e simpatia.

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by Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.

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