Per una bambina di sette anni la routine è scandita dalla normalità. Il festeggiamento del compleanno di Soleia, che avviene nel weekend, sarà invece un evento straordinario.

Marta e Soleia l’avevano già festeggiato il giorno esatto, accompagnate dal cellulare che annunciava i messaggini dei suoi compagni e gli auguri della famiglia. Ecco, la famiglia, quella che a Natale è diventata allargata a tutti gli effetti. Dove non è abbastanza gestire un rapporto tra due donne, oltre a due nonne più la terza arrivata conseguenza della nascita di un bambino, e dove solo un singolo padre è rimasto l’unica costante senza un rapporto di confronto.

Per gestire i legami diramati ci vogliono cautela e sensibilità maggiori. Chi ha l’energia, il tempo e soprattutto una volontà forte per affrontarlo? Tutto a causa di Eliano, pensava Marta. Anche se aveva già superato lo sconforto per la separazione non intendeva cedergli la concessione della comprensione. Eliano continuava a fare la sua solita vita, secondo le sue preferenze, lasciando l’incombenza di gestire la nuova composizione dei suoi famigliari a loro stessi. Questo era il motivo cardine e a Marta bruciava ancora la sua posizione nella quale lui, a differenza degli altri, non aveva nessuno con cui doversi confrontare e quando si trovava in una situazione scomoda, scappava dalla sua musica, insomma niente di nuovo.

Il compleanno

Adesso era la volta della gestione del compleanno. Sembrava tutto ben risolto e organizzato. Una festa a casa della nonna, territorio neutrale e familiare a Soleia. Mentre gli altri erano riusciti a concordare la giornata, Eliano continuava ad avere impegni improrogabili. “Tutto è stato pensato per il bene di Soleia, lo sai, vero?” era intervenuta Melania e finalmente il giorno era stato definito e anche i regali decisi. Con la scusa di non voler fare doppioni ma in realtà vigeva la preoccupazione di ognuno per non essere da meno degli altri.

Soleia era elettrizzata, a sette anni non ci si pone tanti problemi. Aveva visto il bambino già in ospedale ma adesso era arrivato a casa e sarebbe stato con lei a festeggiare il suo compleanno. Nonostante i sette anni sereni, da dietro un angolo ce l’aveva fatta comunque a spuntare quell’insidiosa, amara quanto stupida gelosia.

“Mamma? – aveva cominciato Soleia – ma come ti chiamerà Loris…?”. Marta, ignara di cosa si potesse celare sotto quella domanda aveva risposto tranquillamente con il suo nome, quindi Marta, continuando la propria occupazione. Invece alla seconda domanda aveva capito che c’era un problema: “Allora è normale che anch’io chiamerò Melania solo ‘Melania’… invece papà?”.

Normalità

La parola “normale” era balzata fuori dal resto e così Marta aveva cercato di puntare subito il riflettore in quella direzione. A scuola la maestra avrebbe parlato delle regole della grammatica e si raccomandava di studiarle, perché diventasse un’abitudine scrivere bene e anche parlare esattamente. Scrivevano frasi con la parola “regola” e “regolarità” e poi “normale” e “normalità”… Fin lì la spiegazione poteva essere esaustiva, se non ci fosse stato il seguito, accaduto nell’intervallo.

Soleia aveva confidato alle sue amiche che avrebbe avuto un’altra festa di compleanno con tutta la sua nuova famiglia e un suo compagno mentre le ascoltava le aveva detto che “non c’è motivo di essere così contente di avere una famiglia che non è normale!”.

“Soleia stai imparando il significato delle parole e l’importanza di conoscere la lingua italiana ed è tutto giusto. Presto imparerai che con la stessa parola puoi dire tante cose diverse. Per esempio, la nostra famiglia è anche moderna, ora ne esistono tante così, invece molto tempo fa ce n’erano poche e allora qualcuno poteva pensare che non fossero regolari. Invece oggi ce ne sono tante ed è normale che…”
“L’ha detto…”
“No Soleia, non mi interessa chi l’ha detto. Ascoltami, chi l’ha detto magari non ha capito bene la lezione della maestra o forse era geloso perché hai detto che avrai ancora tanti regali che lui non può avere.”.

Regali

Soleia avrebbe voluto dire alla mamma che forse aveva ragione perché lui, Samuele (però se lei non lo vuole sapere…), è un bambino che tutti chiamano emigrato e lui fa il saputello per far vedere alla maestra e anche agli altri che lui studia. Così Soleia aveva solo aggrottato la fronte nel segno del ‘sarà così’ come faceva sempre quando sentiva di non essere completamente d’accordo con la mamma, che continuava nella sua spiegazione.
“Soleia, prova a pensare ai tuoi regali diversamente. Sei già piena dal Natale appena passato ma ti ricordi come proprio a Natale eravamo tutti molto preoccupati? Sai che Loris appena nato non è stato bene e per questo è dovuto rimanere in ospedale più a lungo del necessario.”.
Sì che se lo ricorda, la mamma gliel’aveva già spiegato ma non è che i regali, perché Soleia si era vantata, non sarebbero arrivati più?

“Assolutamente no tesoro, te li meriti tutti! – Marta aveva abbracciato forte Soleia – sai, i regali sono un modo di dirti che ti vogliamo bene!” – Marta per rafforzarlo si era alzata per andare a prendere il gelato.
“Ho preso quello al pistacchio, vieni – e non era di certo necessario aggiungerlo – voglio anche dirti che il tuo fratellino che ora sta bene ed è finalmente a casa, pure lui è un regalo. Avere qualcuno a cui voler bene e che ti vorrà bene è una ricchezza e questa fortuna purtroppo tutti non sempre ce l’hanno. A volte diventano un pochino gelosi. Hai capito?”.

“Sì, e papà?”
“Papà è sempre lo stesso, anche lui ora è più ricco … “.

Leggi anche: Che cos’è Normal?

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