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Natale italo-ceco, Nedved e io

Natale italo-ceco, Nedved e io

Pavel Nedved, ex calciatore ceco, in un’intervista rilasciata poco dopo essere stato eletto vicepresidente della Juventus, ha parlato anche del suo Natale. Infatti, oltre alle luci, oltre ai dolcetti e la cioccolata che non mancano sia in Italia che in Repubblica Ceca, il dirigente si è soffermato sulle tradizioni ceche alle quali non rinuncia.

Natale ceco

Parlando della sua vita, legata da ormai vent’anni all’Italia, gli è stato domandato: “Con l’avvicinarsi del Natale, come trascorre le feste?”. Così ho potuto fare un confronto tra me e Pavel nel grado di conservazione delle abitudini ceche. Lui mantiene il principale festeggiamento del 24 dicembre davanti all’albero di Natale e i regali dopo cena. Io aggiungo carole natalizie, frutta candita e dolcetti fatti rigorosamente in casa, mostrati con orgoglio per essere assaggiati con parenti e amici durante le feste.
Pavel afferma di festeggiare il Natale come ogni famiglia ceca, quindi non può assolutamente mancare il pesce fritto e l’insalata russa.
A differenza dell’ex calciatore io ho acquisito altre abitudini per il periodo di festività. Invece del pesce d’acqua dolce preferisco quello di mare e per me non dovrebbero mai mancare i ravioli parmensi in brodo.

Natale italiano

Per il 25 dicembre, sempre a differenza di Pavel, io non parto con la famiglia per la montagna, anzi, se mai andrei al mare, invernale e italiano. Comunque a Natale per me non dovrebbero mancare il panettone, l’arrosto, le patate al forno e così via.
Nell’intervista Nedved ha sottolineato che i suoi festeggiamenti sono “tipicamente cechi, non hanno caratteristiche italiane”. Allora io me lo immagino mentre apre le noci per trovare al primo colpo quella buona, presagio di buona salute. Potrebbe anche tagliare la mela in orizzontale per scoprire una stella porta fortuna. Tra le altre tradizioni ceche a noi nativi non deve mancare la poesia di una bella favola ceca.

Nedved e la squadra

Proseguendo nell’intervista italo-ceca si è parlato delle feste passate con la squadra. Ho scoperto, pur non essendo una fan del calcio, di avere in comune con la formazione della nazionale ceca un peccato di gola. Si tratta del “Frittone” (personale traduzione di “Smažák”), il formaggio fritto accompagnato con salsa tartara. Il cuoco della squadra nazionale lo concede di rado e malvolentieri.
Per curiosità ho cercato anche le preferenze della nazionale italiana. Devo dire che la carbonara, i cavatelli con le cozze o la fagiolata non sono proprio di mio gradimento. Adoro la cucina italiana ma a questo punto preferisco le zuppe ceche. Insomma, le origini non mentono e a quanto pare ci tiene tanto pure Nedved.
Ognuno ha il suo Natale mangereccio che rispecchia anche le abitudini nostalgiche.

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Articolo aggiornato

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Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.
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