Foto di Týden.cz

Meda Mládková, nata l’8 settembre 1919 è una collezionista d’arte d’eccezione,  mecenate della cultura ceca. È una dama che possiede un forte carattere e il suo motto è: “Tutto si può fare, basta inseguirlo.”. È la sua convinzione per avere successo. Bisogna conoscere il proprio obbiettivo e usare le capacità per imporsi. Oggi si dice “avere la giusta motivazione”. Quindi anche se la sua biografia non è inserita nell’elenco dei libri motivazionali, molti la considerano una vita d’esempio, tra l’altro non facile da raggiungere.

Sono solo dieci anni che dichiara la sua età e alla domanda sulla sua cura per la longevità risponde: “Cioccolato e vino bianco”, precisamente lei mangia una barretta di cioccolato e beve due bicchieri di vino ogni giorno.

A quanto pare basta ascoltare il proprio corpo e mangiare e bere quello che ci chiede, perlomeno in questo modo si risolve buona parte della felicità.

Ovviamente per Meda Mládková non è sempre stato così, nella sua vita ha incrociato parecchi ostacoli.

Impedimenti e raggiungimenti

Voleva diventare ballerina ma la sua famiglia non glielo permetteva. Allora per studiare danza è riuscita a trasferirsi da sua zia a Praga dove ha ottenuto il diploma di ballerina professionista.

Dopo la guerra partì per la Svizzera. Inizialmente studiò lingue all’Università di Ginevra, frequentò circoli studenteschi e completò gli studi con un dottorato in economia. Ancora oggi sostiene che il confronto con i giovani è importantissimo e lo trova insufficiente.

Per il colpo di stato comunista del 1948 Meda non tornò più in patria. Lavorò insieme agli esuli cecoslovacchi nella rivista The Reality, orientata politicamente. Il periodico criticò aspramente l’espulsione dei tedeschi dai Sudeti, invocò un’Europa più interconnessa e si definì contro il comunismo. Meda cominciò a raccogliere fondi per altri giovani rifugiati cecoslovacchi.   
Con il primo marito, un nobile belga, cominciò a viaggiare per musei e gallerie europei.
Fondò la sua Edition, una casa editrice, realizzando un altro dei suoi obbiettivi, quello di pubblicare libri.

Gli anni Cinquanta

furono molto significativi per Meda. Riuscì ad aiutare sua madre, suo fratello e sua cognata a fuggire dalla Cecoslovacchia e raggiungerla a Parigi. Conobbe il suo secondo marito Jan Mládek che sosteneva: “Se la cultura sopravvive, anche la nazione sopravviverà.”.
Meda decise di studiare arte alla Sorbona e conobbe František Kupka il pioniere della pittura astratta moderna e divenne sua collezionista.

Per avere uno dei quadri di Kupka con il suo marito decise di vendere la loro casa. “L’abbiamo deciso insieme – risponde alla domanda sull’avvenuto – ed ero felice di potermelo permettere.”.  

La felicità di ottenere un quadro al posto di una casa. Le scelte di vita fuori dall’ordinario e soprattutto nel comune accordo di una coppia. Avendo la giusta motivazione…

Carri armati e velluto

Negli anni sessanta tentò di proseguire nell’attività di raccolta e diffusione dell’arte a Praga ma per l’invasione russa purtroppo dovette abbandonare il progetto fino alla rivoluzione di velluto quando tornò definitivamente dal suo esilio.

Nel 1999 venne aperto il Museum Kampa tramite l’istituzione della “Fondazione Jan e Meda Mládek in memoria di suo marito Jan Mládek, patriota e riformista nonché co-fondatore del Fondo monetario internazionale.

È una donna straordinaria, dura, decisa, ma allo stesso tempo gentile e generosa.”

La fondazione è stata creata con l’intento di sostenere lo sviluppo delle belle arti in Cechia, di introdurre il pubblico nell’arte moderna e di contribuire alla ricostruzione e al rafforzamento della consapevolezza della tradizione culturale nel campo dell’arte (il valore totale della donazione di opere d’arte è di 600.000.000 di CZK ovvero 23.542.336 Euro circa.).

Anche l’istituzione di una galleria di sculture all’aperto a Kampa Park è stata realizzata sull’input di Meda.

Come personalità significativa della società ceca che ha sostenuto la diffusione dell’arte contemporanea e la libertà di espressione artistica in generale, nel 2012 ha ricevuto la medaglia dell’Ordine al merito.

Per la sua motivazione

Con l’avvicinarsi del compleanno centenario di Meda Mládková è stata portata all’attenzione pubblica la rappresentazione teatrale basata sulla biografia di Meda: “La mia meravigliosa vita”. Tra l’altro è in programma per tutta l’estate nella scena all’aperto del parco di Kampa.

Il libro su di lei rientra nelle biografie ad ogni modo il suo posto è anche tra i libri motivazionali, come dice una recensione: “Ogni volta che mi viene da dire che qualcosa non va ricomincio a leggerlo…”.

Di certo i festeggiamenti non finiranno qui. Anche se in anticipo buon compleanno Meda, tanto ormai manca poco!

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by Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.

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