Sorride con gli occhi chinando sempre la testa sulla sinistra ancora prima del saluto. È un momento solo, dura qualche istante e svanisce insieme alla spesa che si porta via. Per l’apparizione di quel sorriso, che potrebbe rimanere l’unica della serata,

Teodoro ci vive.

Il suo sorriso è una conferma, un punto di riferimento vitale sul quale può contare e non vede l’ora di tornare a casa per ritrovarlo. Un tenue ricordo dei primi baci con i quali salutava appena si erano messi insieme. Ci aveva creduto da subito e non aveva mai smesso, sarebbe arrivata solo una leggera variazione al tema…

Come di consueto il suo saluto sparisce nella cucina ma Teodoro se ne accorge: “È successo qualcosa?”.
“Ma no, niente, ho solo un’emicrania” era stata la risposta a cui Teodoro non aveva dato credito, perché aveva comprato un rimedio a tutti i mal di testa e sicuro di questo ha pure provato di contare fino a cinque senza riuscirci.
“Come mai l’hai comprato?” si era sentito chiedere Teodoro dalla voce sollevata, già di ritorno con lo spumante in mano, quello dolce, per fargli piacere.
“Dobbiamo festeggiare qualcosa?” aveva continuato semplicemente, per una volta, senza dover far finta di essere sorpreso.

“Bisogna per forza festeggiare qualcosa? Devo cercarmi una scusa per bere un bicchiere di vino?”. Teodoro aveva tentennato, avrebbe dovuto prima mandare giù l’insipido arrivo davanti a casa. Come al solito aveva parcheggiato la macchina, raccolto la spesa e il giornale, i soliti gesti. Il riprendere le chiavi dalla tasca…

Mazzo di chiavi

Già, le chiavi. Tutte insieme, un bel mazzo. Aveva usato il telecomando per chiudere la macchina prima di inserire nella serratura la chiave di casa.
La strada dove abita Teodoro non è trafficata, poco fuori dalla città con del terreno in parte in ricordo dei tempi in cui era coltivato. Di fronte ci sono un po’ di case, non proprio a ridosso ma quanto basta per percepire la curiosità della vicina. Sarebbe certo che lei noti sempre il suo arrivo, anche poco prima. Ogni tanto esce perfino di casa e lo saluta ma lui taglia corto.
“E se la smettessi di preoccuparmi tanto per una donna? Sta comunque sempre a casa, sarà sola.” aveva pensato Teodoro, oltre al fatto che possiede anche un altro mazzo di chiavi.
Ormai sono tanti anni che lavora nella tenuta della famiglia di Lorenzo. È come avere un’altra vita. Frequenta diverse persone che non si conoscono tra di loro.

Teodoro entra sempre in casa sua dall’entrata principale, quella sul retro non la utilizza praticamente mai. Del verde lui se ne occupa solo al lavoro e quando entra in casa è contento, può pensare ad una persona sola. Anche quella volta aveva appeso il mazzo di chiavi prima di entrare nella sala.

Gianfranco

“Apriamo questa tua bontà e parliamo un po’” aveva cominciato Teodoro non badando al commento del suo compagno, perché lui gli sembrava serio. Teodoro aveva aperto la bottiglia con un botto contenuto e intanto che cercava di asciugare il tavolino Gianfranco aveva preso i bicchieri, quelli nuovi; li aveva comprati per l’ultimo Natale che però avevano dovuto festeggiare a Santo Stefano.
“Ora sediamoci sul divano, dai.” lo aveva invitato Teodoro e poi senza più preamboli lo aveva detto: “Sai, pensavo, sarebbe ora di finirla di usare l’entrata sul retro…”.

“Il tuo Lorenzo si è spretato?” gli aveva chiesto Gianfranco, compreso nel suo modo di usare l’aggettivo.
“Sì, da un po’, ma ora è ufficiale. Ma non importa, non si tratta di questo – aveva specificato Teodoro – sai, quella tua chiave della porta sul retro mi dà proprio fastidio .“ Poi aveva alzato un indice a fermare Gianfranco affinché non aggiungesse niente, perché Teodoro se lo ricordava bene che in casa c’era un altro mazzo di chiavi completo.
“Questa storia è durata anche troppo, tu devi entrare in casa tua dall’entrata principale, e basta!”.

“E la gente? La tua vicina di casa?” aveva chiesto Gianfranco. Pur adoperando il suo solito tono scenografico era realmente preoccupato, come del resto lo era da sempre. Aveva accettato certi accorgimenti senza trovare difficoltà.

La stessa parte

“La gente vede solo quello che vuole vedere” aveva detto Teodoro.
“Allora c’entra in qualche maniera Lorenzo?”.
“Potrebbe darsi”, aveva detto a sé stesso Teodoro, perché in parte questo suo cambiamento così radicale avrebbe influito, ma forse era dovuto di più ad Abu. Quel ragazzo, seppure lo facesse ancora tanto dannare, dopo Natale aveva cominciato ad aprirsi con lui e gli aveva raccontato diverse storie del suo paese. Anche di come là le persone omosessuali siano ancora alla mercé di tutti. Sarà stata allora, credeva Teodoro, a germogliare la sua decisione.

“Sei uno sciocco – aveva risposto invece a Gianfranco – però sì, ci vuole coraggio per un cambiamento del genere.”. Poi aveva accarezzato la mano del suo compagno e proposto un brindisi per loro due.
“A noi, che dobbiamo sentirci liberi di vivere a modo nostro, perché se non lo facciamo noi tanti altri che non possono farlo non potranno mai trovare la strada.”.

Teodoro aveva sempre saputo che Gianfranco sarebbe stato dalla sua parte come sapeva che il suo sorriso quella sera sarebbe tornato.

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by Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.

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