Magra consolazione per il caldo

Magra consolazione per il caldo

Fa caldo e poco si può fare. Qualcuno fa le ferie bagnando i piedi a riva oppure fa bei respiri su qualche cima. Non sempre, però, viaggiare aiuta. Per esempio, se mi venisse voglia proprio adesso di andare a Praga, me la dovrei fare passare. I due paesi hanno lo stesso caldo esagerato. In questo sono globalizzati. Ne hanno di differenze, ovviamente. Proprio come la fantasia nel chiamare i mesi estivi, direi che la vince alla grande la lingua italiana.

Giugno, luglio, agosto

Il nome del mese di giugno deriva dalla dea Giunone, moglie di Giove, luglio si chiama così in onore di Giulio Cesare e agosto onora l’imperatore Augusto.

Nella lingua ceca (che io preferirei cesca) il mese di giugno “červen” ha il significato del colore rosso e quindi è il mese in cui i frutti rossi iniziano a maturare ma alcuni etimologi sostengono che il nome si basi sull’abbondanza dei vermi (červ) in quel periodo.

Luglio si chiama červenec, praticamente un piccolo giugno. Probabilmente la creatività all’epoca era in diminuzione.

Infine agosto è srpen e può essere stato denominato grazie alla parola “sirpsti” – ovvero “maturare” – oppure da “srp”, la falce che serve per la raccolta in quel momento del grano maturato.

Tema da bar

Forse l’agricoltura va anche bene, come i vermi a seguito, ma fa caldo. Come insegna l’italiano giugno è il mese del sole, a prescindere. Fa caldo, troppo, per essere diventato l’unico tema da bar, come l’ascensore e i saluti quotidiani. Siamo rintanati sotto l’aria condizionata e serrati dietro le persiane, chi scappa in montagna o al centro commerciale.  Di questo si tratta in questa estate del 2019.  La curiosità che accomuna i due paesi è proprio il caldo esagerato. Anche lui si è globalizzato. Potrei chiamare a Praga e sicuramente la prima cosa di cui si parlerebbe sarebbe di come si “muore dal caldo”. Le temperature da Torino a Praga sfiorano un paio di gradi di differenza, alcuni giorni sono praticamente uguali. Anche Greta è sempre più preoccupata.

Magra consolazione

Così per questo inverno avrò un’altra spiegazione quando, strano a crederci, mi lamenterò perché avrò freddo. Perché io soffro di freddo, da sempre, sappiatelo. Non sono nordica del Polo nord, che tra l’altro adesso soffre pure lui, ma quando c’è freddo lo sento pure io, anche se c’è ancora chi si meraviglia perché sono nata a Praga, al nord. Quindi, di conseguenza, come faccio ad avere freddo?
È una magra consolazione, ora fa veramente troppo caldo e io come tanti altri non posso andare al mare.

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Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.
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