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Hotel ACQUARIO di Genova, indicazioni fuorvianti

Hotel ACQUARIO di Genova, indicazioni fuorvianti

Non c’è proprio da rilassarsi all’Hotel Acquario. Le informazioni fornite sono fuorvianti, inoltre le tre stelle, a mio avviso, ci stanno a malapena.

Le stelle

Anche se fare rapporti in Italia è ancora difficile, in via ufficiale sono concesse delle differenze tra le strutture vecchie e quelle nuove, in più in ogni regione ci sono regolamentazioni diverse. Il peggio, però, sta nella mancanza di impegno per la diffusione della standardizzazione e a quanto pare le verifiche, anche sulla creatività dell’autoassegnazione delle stelle, sono quasi assenti.
Leggi: Le stelle degli hotel sono finte?

Forse solo i viaggiatori abituali possano fare la differenza, purtroppo a proprio discapito. Per esempio tramite Booking.com che anche se: “non impone obblighi formali sulla classificazione delle stelle e non si occupa di rivedere le stelle che sono state assegnate ” nel paragrafo seguente: “Qualora ci venisse segnalato che una struttura sul nostro sito mostra un numero di stelle fuorviante, verificheremo questa informazione con la struttura stessa e chiederemo di modificarla o di dichiarare che sia accurata e non fuorviante.”.

In una delle relazioni meno pretenziose tra le altre reperibili su internet, vi è l’indicazione delle differenze tra un hotel a 2 stelle e uno a 3 stelle, che offre in più: il servizio bar, la conoscenza di almeno una lingua straniera, la reception aperta per almeno 16 ore, delle divise per il personale, il servizio internet, bagni privati in tutte le camere e pulizia giornaliera delle stesse.

Hotel Acquario

Sono servizi basici, senza specificare se il bar si intenda anche per la giornata/serata (anziché solo per colazione), se come reception bastino un banchetto con una sedia e un divanetto di fronte, e se questo ingresso minimal sia pure da considerare come deposito bagagli. Così, comunque, è la prima impressione dell’Hotel Acquario.
Se andiamo nello specifico dei servizi, visitando il loro sito troviamo che “esiste una lunga gamma di servizi disponibili ”. Si penserebbe che questo hotel si collochi tra gli standard per la qualità di 3 stelle. Durante il soggiorno nell’agosto del 2019 la situazione, però, è risultata diversa.

L’Hotel Acquario dichiara nella sua innumerevole offerta:

  • Reception 24 ore: confermata in loco chiarendo che “Non ci troviamo mica in un bed&breakfast!”… beh, grazie. Vengono fornite le specifiche per tale disponibilità; gradirebbero essere avvisati se il cliente intende ritornare oltre la mezzanotte, questo per non dover aspettare (inutilmente!) e a tale scopo si richiede di lasciare la chiave della stanza in reception per il controllo della situazione.
  • Bar/caffetteria: “Allora niente, se non avete prenotato la colazione”. Evidentemente non aveva altra funzione. Il bar si trova nel piano al di sopra della reception con un passaggio obbligato. Da notare le merendine confezionate (per il buffet) lasciate in vista, e la presenza di una TV. Probabile luogo da considerare anche come
  • sala TV, anche se per le dimensioni e la comodità non si direbbe. Ad una richiesta di una ciotola per il cane abbiamo ricevuta l’indicazione di servirci direttamente di una ciotola per le colazioni del bar.
  • Ascensore: situato sullo stesso piano del bar, raggiungibile solo salendo una rampa di scale, con i bagagli e senza un minimo pensiero di un gentile aiuto da parte del personale maschile. Una volta che si arriva all’ascensore si scopre che entrare in due con i bagagli e pure il cane è pressoché impossibile. Quindi, sia per l’accesso che per le misure dell’ascensore, la struttura non è usufruibile dai disabili.

Titolare, il padrone

Per noi è stata importante l’ultima sezione:
gli animali da compagnia sono ammessi su richiesta.
Immaginate che anche voi, una volta pernottato online, abbiate ricevuto per email la conferma su tale richiesta e sull’avvenuto pagamento per il soggiorno. Il tutto compreso di una nota di ‘Nessun extra dovuto’, e partite tranquilli. Poi, al momento del check out, vi arriva la richiesta per il pagamento del soggiorno del cane.
Sareste sorpresi di tale richiesta? Formulereste pure voi la volontà di negare il pagamento?
Allora, è probabile che troviate una reazione da non augurare neanche al peggior cliente.

Con il cane in braccio che tremava per il comportamento della persona di fronte, noi, due donne, ci siamo trovate in una situazione a dir poco scomoda.
A quel punto che fai? Ti focalizzi sull’esistenza di qualche normalità, per esempio come avevamo trovato la camera. Era come da foto, senza infamia e senza lode ma complessivamente in ordine. La connessione wifi e l’aria condizionata funzionavano, anche loro facendo parte della lunga gamma di servizi, però per attaccare il caricabatterie dello smartphone dovevi spostare il comodino e staccare la lampada dalla presa di corrente.

Diventava sempre più difficile…

Allora ti concentri sul fatto che si trattava di una piccola vacanza, tra l’altro con una prenotazione low-cost perché fino all’ultimo la partenza era incerta. “Che significa?” ti chiedi mentre l’altro grida le sue pretese.
La fretta può diventare una fregatura, non prestando un’attenzione approfondita alla struttura. Ammettiamolo, viaggiando con un cane la ricerca non è mai facilitata, ed è un buon motivo per essere indulgenti verso le mancanze oggettive. Invece guarda te come si comporta questo uomo!
Cerchi ancora di far rientrare il personaggio nei ranghi ma non puoi, subentrano parole forti da parte di chi si proclama il padrone dell’hotel. Testualmente non gliene frega “un cazzo” di noi, che gli mostriamo la mail di avvenuto pagamento, né del mittente, ovvero Booking. Anzi, sempre testualmente, manda prima noi e poi Booking (con il quale come azienda ha un contratto):

A FAN… , perché è lui il padrone, è lui che comanda qui!

Caro padrone dell’hotel,
sei pessimo, hai diverse mancanze nel tuo hotel, che a mio avviso non è completamente in linea con gli standard dei 3 stelle. Hai moltissimo da migliorare. Gli ospiti, tanto per dirtelo ora perché di parole al momento ne potevamo dire poche, non si lasciano passare in mezzo ai lavori incustoditi di riparazione di un guasto. In più senza nemmeno scusarsi. Al posto di offrire almeno un caffè e mostrarsi imprenditore, chiedi un supplemento non concordato. Il tuo urlare, in risposta a un rifiuto da parte nostra ha solo dimostrato che sapevi di essere in torto. Anche le tue maniere e il lessico avrebbero molto da correggere. Noi eravamo tuoi ospiti, paganti, pure in anticipo. Il tuo comportamento è stato inqualificabile. Ti sei comportato così con tre presenze femminili, per me ancora più intollerabile.

Infine,

chiaramente la volontà conclusiva non è solo di fornire ai futuri viaggiatori uno strumento per la valutazione della scelta di Hotel Acquario, è anche una scelta obbligata di stimolare dei controlli appropriati. Anche per la stessa indicazione della posizione descritta come “centrale” vantando il nome dell’“Acquario”. L’ubicazione dell’albergo non si può di certo considerare una zona centrale. Come a farla intuire privilegiata con i servizi e i comfort del centro della città. L’indirizzo stesso del Vicolo San Pancrazio, una volta raggiunto, ha un biglietto da visita apertamente catalogabile come portuale. Per quanto riguarda l’accostamento con l’Acquario di Genova, si trova abbastanza vicino, in linea diretta però. Sommando tutto, quando le informazioni sono così fuorvianti, e il cliente si trova davanti al reale stato dei fatti, che tipo d’esperienza potrà mai avere?

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Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.
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