Acqua, Vodník e Aquaman

Acqua, Vodník e Aquaman

Illustrazione di StormBay

Vodník è una figura leggendaria dell’Est. Il suo ambiente è l’acqua dolce, anche se nei suoi spostamenti può arrivare fino al mare ma, come dice lui, non è il suo habitat preferito.
Chi ha visitato Praga forse ha potuto vedere la sua scultura vicino al mulino nel parco Kampa. Le svariate riproduzioni nelle marionette sono facilmente reperibili nei negozi del centro della città.

Il suo aspetto

è quasi bonario, di un ometto innocuo, vestito con una casacca e dei bermuda verdi. Porta un capello di una forma allungata sopra a lunghi capelli. Di solito fuma la sua pipa seduto vicino ai mulini, oppure sopra un salice. A volte porta anche gli stivali:

“Cucio e cucio gli stivaletti
per i passi e i tuffetti,
brilla luna brilla
così l’ago fila…”
Tradotto da K.J.Erben Kytice “La ghirlanda”

Nelle immagini, di solito, Vodník ha lo sguardo rivolto verso il territorio che tiene sotto controllo. Il mondo sott’acqua è di sua proprietà. Che gli intrusi li castighi lui o anneghino per conto loro a lui non importa. Ad ogni modo le anime dei malcapitati finiscono sotto un coperchio dentro una tazzina. Rappresentano i suoi averi, una specie di cassaforte domestica. Se trasloca porta tutto con sé.

La sua indole

La questione dell’invasione del suo territorio, comunque la gestisca, spesso dipende dal suo umore. Non è sempre arrabbiato, è anche un burlone, solo che non conosce la misura “umana”, di conseguenza spesso esagera.
Un altro aspetto della sua vita sono le donzelle. Nella poesia sopracitata Vodník prepara i calzari nuovi perché vorrebbe una compagna, intende sposarsi. Solo che, una volta riuscito ad adescare una giovinetta, nessuno la può più vedere, toccare, avere. Diventa parte del suo regno e se rimane segregata resta viva, altrimenti…

La figura di Vodník è presente sia nella letteratura che nella produzione filmica e musicale (Antonín Dvořák). Insieme a lui ne fanno parte le streghe, le fate, gli spettri dal bosco e la famosa Rusalka, una sirenetta d’acqua dolce (video sotto).

Hastrman

Mentre nelle vicinanze della Moldava gironzolano alcuni della specie di Vodník, a volte riconosciuti nelle birrerie dove fanno qualche capatina per farsi una bevuta, esiste un cugino tedesco di nome Hastrman. Il suo nome è nato dalla combinazione del tedesco “wasserman” con il ceco antico “vastrman”, con il significato di “uomo d’acqua”.
Senza tanti fronzoli si parla di un essere immaginario che vive sott’acqua e annega le persone. Non perdona gli insulti ed è di aspetto tanto più curato da venire facilmente preso per un signore. La sua natura soprannaturale si trova in conflitto nella lotta istintiva di una bestia contro quella apparentemente umana…

Porta con sé sempre una riserva d’acqua, perché non riesce a starci lontano. È probabilmente per questo che chi rincasa dopo essersi dimenticato l’ombrello trova il lamento: “Sei zuppo come un Hastrman”, per l’acqua che rilascia.

Aquaman

è la resa della giustizia ai sopracitati uomini dal mondo acquatico. Hollywood ha preso un uomo dall’aspetto atletico e la sua appetibilità l’ha sottolineata durante le sue battaglie nel vasto mondo del mare con l’opzione del turbo. La sua simpatia e la simpatia per lui sono state accentuate anche dai suoi problemi esistenziali. Il suo dilemma di essere degno del suo compito per il quale è nato mezzo umano e mezzo abitante della mitica Atlantide.
Insomma, le incognite d’un eroe.

Vodník, meno attraente, come maschio fa fatica, è più tranquillo, riflessivo e probabilmente più pericoloso. Se ne sta lì, in riva all’acqua e aspetta la sua occasione…

Leggi anche: Ghiaccio e neve nel paese fatato
oppure guarda il video con Vodnik e Rusalka:

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Veronica Petinardi

Da sempre mi piace scrivere, raccontare e condividere. Già quando vivevo a Praga, dove sono nata, producevo un’infinità cartacea di diari e fogli scribacchiati. Scrivevo a macchina i testi universitari e mi chiedevo in quanti li avrebbero capiti. Per questo diversi anni dopo, quando ormai vivevo in Italia, ho cominciato a scrivere per gli altri, con il mio stile semplice, anche o forse appunto perché intanto avevo vissuto una vita difficile.Ho aperto il mio primo blog (quel tipo schivo di notorietà) quando tutto era più che altro un gioco e non passavo ancora le ore ad imparare a capire come si fa sul serio. Anche se apprendere tutti i meccanismi è più difficile di quanto avessi anticipato con la mia gavetta e lo studio, la voglia di scrivere ha vinto con la forza per questa nuova avventura di “Parole di legami”.La vita mi ha insegnato che ad ogni problema c’è una soluzione e la condivisione è la cura migliore, ecco perché scrivo per te.
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