La signora Magalli seppure adesso usi un bastone si muove in autonomia. Siamo a febbraio e questo è un buon risultato. Ovviamente non si deve affaticare e faremo i controlli ancora tra un paio di mesi ma il quadro generale è più che soddisfacente. Il dottore si è compiaciuto, non poteva essere diversamente, quella volta che l’avevano chiamato d’urgenza c’era mancato poco.
“Sì signora Magalli, lei per noi avrà ancora delle sorprese!” le stava dicendo, perché lei aveva ribadito che forse dal coma si era svegliata per una ragione diversa dalla salute.

Lorenzo decide di accompagnare il dottore fuori e per la seconda volta riceve il consiglio di una tregua dalle sue preoccupazioni, di stare tranquillo che una pausa sarebbe appropriata.
“Sì, lei è come i giapponesi, che si concedono solo dei momenti – aveva sorriso il dottore – se non andrà via dall’altra parte del mondo… poi sa, tutto è così relativo…”. Il dottore apre la portiera della sua macchina e ride ancora: “Su questo siamo sempre stati d’accordo no? Lorenzo, lasci le apprensioni, si svaghi pure e mi chiami se ha bisogno” avvia il motore e va, anche lui con il tempo contato.

Mamma di Lorenzo

Lorenzo svuota i polmoni sia sotto che sopra la scala. Non viene fermato da nessuno, la casa sembra deserta. Anzi, la sente così da quando l’infermiera non viene più tutti giorni e pure Angelina s’incontra di rado. ‘Se ha bisogno’ aveva detto il dottore, rivolgendosi a lui come a un apprensivo… no, lui è cosciente della fragilità…    

A prima vista con le movenze rallentate e la statura minuta la mamma di Lorenzo potrebbe far pensare ad una resistenza indebolita ma la sua fisicità non ha subito un cambiamento rilevante, anzi. Guardandola bene è sempre uguale, come accade a chi supera la giovane età non pensando agli orpelli.
Fedele alle sue convinzioni, come quella che chi resta in piedi deve muoversi, Lorenzo la trova davanti al cassettone con il bastone appoggiato sul cassetto aperto. Senza interrompere il suo impegno, alla domanda del figlio se possa aiutarla risponde che sta solo cercando una foto di famiglia, quella scattata davanti alla tenuta. Deve però cedere alle proteste e accomodarsi in poltrona.

Direzione della conversazione

“Oggi hai mangiato?” gli domanda mentre Lorenzo raccoglie le foto che si trovavano all’interno del cassetto e gliele porta insieme agli occhiali.
“Sì, non ti preoccupare, mi sono fermato alla vigna e ho pranzato con Federico.”.
“Angelina ha detto che ti vede dimagrito, continua a portarmi da mangiare qui sopra.”.
“Ci sono le scale mamma.” Lorenzo intende invertire la direzione della conversazione nella zona dove non è lei ad esercitare il controllo ma lui. Ha bisogno di parlare seriamente del suo rimando di lunga data.

”Dovrò andare a tagliarmi i capelli.” La mamma abbassa per poco gli occhiali per rivedere la chioma del figlio ma torna subito sulle foto commentando che con la coda assomiglierebbe al figlio della cugina Fonti, che tutti chiamavano così al posto di Francesca. Poi aggiunge che la loro famiglia è stata proprio privata di tutti i giovani e che vorrebbe vederla, la cugina Fonti. Al che “Sì, avresti bisogno un po’ di compagnia” Lorenzo non fa in tempo ad aggiungere che la cercherà subito e deve rispondere alla domanda della mamma ancora attenta alle fotografie: “Vai da qualche parte?”.

La signora Magalli

La signora Magalli nella sua vita si era trovata dentro le regole di una famiglia antica alle quali semplicemente aveva deciso di adeguarsi. Il marito dirigeva la famiglia con parole dirette, al suo intento chiare, per non lasciare spazio a interpretazioni errate e fargli perdere tempo con ulteriori spiegazioni. Sua moglie aveva imparato ad esercitare la propria influenza con piccole, apparentemente insignificanti, dosi somministrate a tempi prolungati ma portate ugualmente in porto. Che fosse stata una decisione condivisa o la sua personale convinzione di un “giorno migliore” (secondo lei esistente nel riserbo di tutti), queste potenze dei caratteri genitoriali non potevano che aver lasciato un inestimabile accredito. Fatto sta che oltre a ereditare una forte personalità Lorenzo ne aveva pagato il conto personalmente.

Giorni migliori

Per esempio ancora oggi, nonostante gli eventi dell’ultimo anno che avevano portato Lorenzo ad affacciarsi a una vita più “terreste” nei suoi giorni migliori, da parte sua non era stata detta ancora una parola importante, un nome: Anna.

“Sì, è così che si chiama, intendo riportarla da me.”.
“Lo sai che Teodoro convive con un uomo?”.
“Sì, lo so, è un problema suo.”.
“Certo, però la gente tende a isolarsi per questo.”.

“Io la dovevo proteggere.”.
“Se l’aveva capito Teodoro… ”.
“Solo dopo aver svuotato la sua abitazione.”.

Finalmente la fotografia è stata trovata, la signora, chiedendogli quando pensa di partire, la passa a Lorenzo:
“Prendila con te, così capirà, no?”.

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