“A tua disposizione, ho tutto il tempo che vuoi, oggi sono libera.”. Infatti Anna oggi ha la sua giornata di riposo, oltre a questo sull’isola non ha legato con tante persone e da ieri manca pure Caterina, partita per l’Italia.

“Come mai?” Marta mostra interesse anche se non vede l’ora di poterle parlare delle sue ultime novità, d’altra parte voleva rimandare ancora poco.

“Ma niente, ci sono delle clausole, dopo un tot di tempo devi sloggiare ma tornerà presto, si fermerà giusto per fare un corso d’aggiornamento.
Dai, raccontami tutto!”.

Lo specchio

Veramente Marta non ha a sua disposizione il tempo che vorrebbe perché anche se Soleia l’ha accompagnata a scuola la mamma di una sua amichetta, lei deve prendere il turno prima di mezzogiorno.
“Forse non sono una madre esemplare” comincia Marta, decisa ad arrivarci da lontano, mentre parla si osserva allo specchio. Ha dovuto letteralmente scappare dalla casa di Michel, praticamente non ha dormito e la doccia l’ha fatta solo a casa.

“Proprio tu! Che stai dicendo? Mica ti starai mettendo a confronto con la tipa nuova del tuo ex!?”.

Marta rimane davanti al suo specchio e lascia cadere l’asciugamano intanto che Anna usa appositamente la parola “nuova”. Dopo tutte le rassicurazioni dell’ultima volta di Marta, Anna non intende urtare le sue convinzioni acquisite con la parola “furbetta”, “amichetta giovane” o “troietta”, che le verrebbero tutto sommato più appropriate. Marta ci tiene, allora …

La sua immagine soddisfa Marta che risponde di no lasciandola in attesa con la scusa di andarsi a mettere qualcosa addosso. Ormai si è scrutata, soprattutto la parte posteriore con la risonanza dei complimenti ricevuti la notte passata.

“È tutt’altro motivo, te lo dico subito – Marta è tornata per intraprendere il discorso da vestita – ho lasciato dormire Soleia da una sua amica per poter passare la notte con Michel…”

Si sa, e basta

“Chi?”.
“Anna, dai, hai capito benissimo, il suo nome, non puoi aver dimenticato la storia.”.
“No, in effetti era solo un’esclamazione, piuttosto…”.
“Quindi non ti fa niente?”.
“Tranquilla, non lo conosco nemmeno e non m’interessava comunque, dai, racconta, com’è successo, stai bene?”.

Avere un’amica nella vita con l’aggettivo “migliore” non nasce né in un giorno, né senza fatiche di alti e bassi. Poi lo si percepisce dalle parole, il solo tono della voce, quella particolare occhiata o un lieve sorriso, si sa e basta.

Finalmente

Marta può finalmente sprigionare, cercare di riuscire a esprimere, di descrivere tutto, anche quella sensazione quasi adolescenziale di avere una voglia matta di un uomo, particolare, sì, e bello anche ma che eserciti su di lei un travolgente fascino.

“…I suoi baci non sono baci normali!”.
“Come non sono normali?” Anna interrompe l’effervescenza di Marta che allora si sofferma a descrivere (alquanto confusa) tra la tenerezza e l’irruenza, tra il suo poggiare delicato delle labbra su di lei, dappertutto, e in tutte quelle parti il rimanere come ‘attaccato’ per un tempo interminabile. “Anna, la sua lingua! Era così eccitante!” e qui tutte e due scoppiano a ridere.

“Sì, lo so, è un casino Anna ma lui mi provocava, anche a parole, sapessi cosa mi sussurrava! E io fremevo, ero elettrizzata e le sue mani Anna, tu non ti puoi immaginare cosa mi faceva provare.”.

“Sarei proprio curiosa.”.

A disposizione

“Hehehe, la fine del mondo Anna; anche se ero molto affamata e me lo sentivo già che lui ci sapesse fare, ma non così tanto!”.

“Quanto? Dai, che muori dalla voglia di dirmelo!”.

“Lui era presente in tutto, giuro, ho sentito i suoi respiri e le dita che hanno esplorato il mio corpo, giocava con i miei capelli e si avvinghiava nelle mie gambe. Mi possedeva e si concedeva, era tutto questo.”.
“E tu?”.
“Me la sono goduta e l’ho lasciato fare… quasi.”.

Non può che essere contenta per il divertimento di Marta e non è difficile ricordare la sua amica piena di stress – oltre che con l’astinenza. In questa condizione Anna se la sa immaginare proprio bene e non nasconde a Marta di aver lei stessa incominciato a frequentare un uomo sull’isola. Ancora niente di trascendentale da raccontare ma ammette che pure lei avrebbe intenzione ‘di’.

“Hehehe cosa possiamo fare? Siamo fatte anche noi di carne…” .

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