“Mi dispiace, niente birra, devo andare in direzione.”.
“Sarà per il tuo contratto, vai, da squalo! Se mai dopo ci troviamo al bar!”. Tutte e due hanno raccolto lo zaino, ognuna per una necessità diversa. Caterina sentiva l’urgenza di raggiungere un posto per bere. Anna doveva presentarsi negli uffici della direzione e la sua fretta era motivata dal GPS.

Questo per poter organizzare chi lavora sull’isola. In linea di massima differenziati dalla fascia del circuito assegnato e dalle ore di riposo. In realtà capitavano turni accavallati ma su questo Anna non s’interrogava soprattutto da quando la sua resistenza fisica si era irrobustita. Ora pensava solo a lavorare e lavorare.

Obbiettivi

Tra i suoi problemi non stava certo la distribuzione del riposo e neanche la sua durata. I suoi obbiettivi erano sempre gli stessi: stare lontana dall’Italia, ovvero da Lorenzo; accumulare soldi per poter realizzare il suo progetto: una residenza tutta e solo sua. E se mai qualcosa si fosse contrapposto ai suoi piani, una riserva l’aveva. Non era proprio un piano B, piuttosto un riempitivo, nel frattempo avrebbe messo a tacere i ricordi rimasti.

Nonostante sia decisa su cosa vuole raggiungere in futuro, non è altrettanto tranquilla all’entrata degli uffici. Anna comincia a innervosirsi. Questo è l’unico lavoro che è riuscita ad ottenere e anche se Caterina ha cercato di tranquillizzarla con l’esperienza qualificata ottenuta dal lavoro nel villaggio, Anna non riesce ad essere serena nemmeno per quello che ha sottolineato Caterina: “Contaci, anche se non sono passati neanche tre mesi!”.

In direzione

“Sono finiti quasi tre mesi,” per l’appunto, conferma l’impiegata e chiede se Anna sia interessata a firmare il nuovo contratto. Mancano ancora un paio di settimane ma per il nuovo piano del personale e delle sue mansioni ha bisogno di conoscere le sue intenzioni, “niente di che.”.

“Sì, sì, certo” Anna risponde immediatamente per dare l’impressione di essere convinta.

“Bene, allora preparo il contratto, ci sarebbe solo da fare una pausa tra un contratto e l’altro. Come pensa di procedere, vuole usufruire delle giornate per andare via dall’isola?”.
L’impiegata alza ancora lo sguardo verso Anna, che le sta davanti sempre in piedi. Nel sentire questa clausola la sua gola torna a secco nel chiedere di quanti giorni si tratterebbe, il sua “ebbe” rimane all’interno.

“Qualche giorno – riceve la stessa risposta ipotetica – da febbraio saremo nel pieno delle attività, le prenotazioni coprono già ora più del settanta percento, ma non intendiamo di certo obbligarla.”.

Intenzione e formazione

Con quest’ultima Anna scarica una montagna di preoccupazioni e si schiarisce la voce: “Se non è un problema rimarrei qui, a parte un paio di giorni a Bratislava, sempre se non è un problema, per me non è urgente.”.
“Non credo, di che giorni stiamo parlando?”.
“Prenoterò il volo quando mi darà lei le date di cui posso usufruire, per il resto rimarrò qui.”.

“Allora siamo d’accordo, appena mi daranno l’ok in direzione le manderò un messaggio, per il resto mi hanno notificato che il circuito ristoro le è congeniale, se le può interessare ci sarà un corso di miscelazione di secondo livello.”.
“Sicuramente sì, volentieri, grazie!”.

“Riceverà una formazione superiore ma l’avviso che dovrà rinunciare a qualche guadagno extra per le ore di frequentazione che diventa obbligatoria.”.

Le priorità

Prima di concludere questo colloquio Anna fa sapere all’impiegata che non le importa perché vuole rimanere nel settore e apprezza l’opportunità. Riesce a tirare un sospiro fuori dagli uffici e solo ora pensa alla sua rinuncia alla parte dei guadagni senza sapere di quanto esattamente si tratterà. Lì per lì decide che Bratislava può rimanere dov’è. I soldi le servono di più e, a dirla tutta, ultimamente dorme abbastanza bene. Anna aveva messo
il lavoro al piano superiore della sua piramide delle priorità. Infine, considerando il tempo libero rimasto, svolta sulla strada per raggiungere Caterina al bar. La precedenza adesso ce l’ha il brindisi per il nuovo contratto di entrambe.  

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