“Non ci vengo spesso, sono molto impegnato però se voglio fare una buona impressione questo locale aiuta, che ne dici?”.
Michel sorride per essere rassicurato di buon grado anche per il loro piccolo buffet sul tavolino. Per ora si tratta solo della prima portata e se Marta desiderasse qualcosa in particolare?

“Sono a posto, grazie.”.

Il barman viene ad aprire la bottiglia davanti a loro e una volta versato e avuto l’ok, la riporta con sé, probabilmente al bancone. Marta sorseggia apprezzando un gusto molto corposo, poi appoggia il bicchiere sul tavolino non molto grande ma come tutto il resto di un gusto raffinato, soprattutto per un bar. La riservatezza e le poche parole in un’atmosfera alla quale non è abituata la fanno sentire a disagio. Non osa assaggiare nulla per il timore di riuscire a fare qualche gesto sconveniente.

“Mi ricordo che quando t’ho vista per la prima volta mi hai colpito perché parlavi tanto – Michel assapora il vino a sua volta notando che pure al telefono Marta è piuttosto loquace – mi devo preoccupare?” chiede con un tono di cortesia.  
“Assolutamente no, sto bene, penso solo al nostro incontro.”.
“Bene, l’importante è che tu stia bene e abbia tempo a disposizione, ti ricordi?” Michel chiede ancora di essere assicurato che sia rimasto tutto così come si erano messi d’accordo.
“Sì, sì certo” Marta s’affretta a rispondergli e s’impone di darsi una calmata, che il loro incontro è solo all’inizio e accavalla le gambe.

“Meno male, la notte è lunga” Michel fa il suo occhiolino, certo che i suoi calcoli funzionino sempre. Aveva già frequentato una donna divorziata, forse più grande di Marta, però al contrario di lei aveva una sua bella esperienza. Marta sarà addormentata a causa della morte del sesso matrimoniale, pensa Michel.

Frequentazione programmata

Tanto, quando deve finire Michel fa le sue considerazioni sui propri metodi schietti. Qualche volta la ragazza insiste per un po’, come l’ultima (era finita proprio il primo dell’anno), finché si trova in un divertimento nuovo e si arrende. Realizza di non dover più reggere un confronto impegnativo e, come nel caso dell’ultima ragazza, nell’augurio di Michel per un nuovo anno più tranquillo capisce il suo perché.

Marta invece potrebbe diventare una frequentazione più continuativa. Seppure lei sia assolutamente fuori dal suo raggio d’interesse è attrezzata di un posteriore (che per lui ha un certo significato), dovrà solo perdere l’autocontrollo. Per esempio, il suo modo di star seduta in un bar sta diventando fastidioso per Michel. Marta infatti si era ricomposta con la schiena dritta da brava bambina sorridendo a Michel che le aveva tirato una domanda/notizia: “Sai, tra dieci giorni vado in vacanza”.

“Ah sì, è dove, se te lo posso chiedere?” arrossendo Marta riceve una risposta dal tono un tantino secco:
“Sei sempre così prudente nelle tue risposte?”.
“Non so, magari è un tuo programma da molto prima e comunque non sono fatti miei… ?”.
“Hehehe, vieni con me!”. ‘Questa proprio è difficile del suo’ pensa Michel e alla domanda di Marta: “Dove?” risponde tranquillamente: “A casa mia, bimba”.
Michel si alza in piedi con la spiegazione in aggiunta: “Sì, pensavo di ascoltare un po’ di musica in giro, poi andare a cena ma si può fare anche dopo, no?” lanciando la parola ‘dopo’ nella zona deserta di Marta. Poi la lascia ad attendere ‘un ultimo poco’ per andare a sistemare il conto.

“Probabilmente sono fuori”

quasi ad alta voce Marta considera la sua situazione, cosciente di apparire a Michel non proprio come lui si aspettava. Però si giustifica con il fatto di avere questo momento in mente ormai da troppo tempo, già da prima di partire per Napoli e aspettare ancora lo trova inutile, esattamente come continuare a sognare un uomo che venga nel suo letto di notte. Tutto è folle, dopotutto Michel lo conosce poco ma dato che lei aveva organizzato la serata sistemando Soleia a dormire fuori casa non vede il motivo di sprecare altro tempo prezioso. Solo che non è in forma. Lo vuole e anche tanto ma nello stesso momento teme le reazioni di lui. Il “dopo del dopo”.

Vorrebbe non commettere gli stessi errori e saper rispolverare i bei tempi quando era lei a condurre, però non dovrebbe neanche esagerare. Quanto a Michel non ci sono dubbi che ci sappia fare, è lui a tenere la situazione in mano. Quindi l’unico problema è, sempre lo stesso, di non fare una brutta figura! Però bisogna lasciar condurre a lui il gioco per riuscire a tenerselo, almeno per un po’.

Il suo passato e tutto quello che è successo recentemente la conduce dritta a volersi prendere la rivincita. E perché non cominciando da un caro vecchio sesso fatto bene? Pensa solo a questo, a che approccio utilizzare, come proseguire e quanto dovrebbe impegnarsi per far durare la performance. È tanto presa che non ascolta le spiegazioni sulla strada, non fa caso ai passi che hanno svoltato da un angolo di una viuzza all’altra per trovarsi dopo un altro vicoletto davanti ad un portone della serratura giusta. Anche questo non conta ma la musica che Marta sente sì.

“L’accendo prima di entrare” –

puntualizza Michel appena entrati per avere un prevedibile sospiro di sollievo nell’“Ah” di Marta che consegna la sua giacca a Michel. Di fronte a loro, in buona parte coperto da uno specchio tagliato a composizione astratta che conferisce allo spazio l’illusione del più grande, c’è un muretto curvo poco più alto delle loro stature, centrato a dividere una larga entrata in due parti. Entrando a sinistra ci si accorge che in realtà il muro è una colonna abbastanza imponente che dopo un po’ compie un angolo retto con un muretto più basso che stavolta divide il salotto dalla cucina dalla quale si può tornare al portone d’entrata.
Di fronte all’entrata del salotto ci sono delle finestre, fuori ormai è buio ma poco conta dalla specifica di Michel, lui la luce la lascia accesa quasi sempre. Il giro della casa termina con due porte sulla parete rimanente.

Calda impressione 

A questo punto Michel abbassa la musica con poche variazioni su un tema soft domandando a Marta se abbia sete, poi lei sente solo il suo vibrato sul collo, ma lui la lascia quasi subito con un semplice bacio sulla mano e con un proposito di preparare comunque qualcosa da bere. A questo punto Marta è vicinissima allo svenimento emotivo, per questo tira e molla. Decide di calmarsi entrando nella porta più vicina all’entrata. La sua urgenza di doversi rinfrescare viene impedita dallo sbaglio. È solo quando apre la porta e sente ridere Michel dicendo che tutti fanno lo stesso errore che si rende conto di trovarsi nella sua camera. Un istante solo e Marta non sa se questo avvolgimento che sente sia un’altra ondata del suo panico ma sente che lasciarsi baciare da Michel sia l’unica sua salvezza rimasta.

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