Tutto si sarebbe aspettata ma quel patto no. Soprattutto nel momento in cui era stato suggellato. È stato il culmine degli eventi di quei giorni, di scelte e presenze inaspettate.

In treno

Adesso però Marta si compiace per la bella invenzione del Frecciarossa e di potersi sentire finalmente rilassata. Con tutte le ore passate da sveglia ora sarebbe naturale lasciarsi andare e dormire un po’. Invece prenderà un altro caffè. Soleia alterna il suo smartphone con domande riguardanti Napoli. Alla fine ha appreso il ritardo nel festeggiare questo Natale anche con tutte le novità successe, tutto è diventato comprensibile. Di conseguenza anche la nonna di Napoli le ha detto che è contenta di sentire il chiacchiericcio della nipote, di come l’abbia informata su tutti i fatti e di saperle finalmente in viaggio.

Dopo tutte le cose successe lì, al nord, dove vive sua figlia e per la quale nell’ultimo periodo non ha fatto che temere, può fare un sospiro di sollievo. Sentire Soleia l’ha condotta a non pensarci almeno durante le feste e godersi la loro compagnia. Per il resto ci sarà tempo, aveva pensato la nonna depositando nel cassetto “poi” i suoi piani per il futuro.

Invece Marta occupa le pause lasciate da Soleia nel ripasso degli ultimi avvenimenti che, per quanto si stiano allontanando con la rapidità del treno, rimangono incancellabili.

Aveva detto Melania

“Mi dispiace che non potrai conoscere mia mamma, finalmente arriverà, domani.” aveva detto Melania contenta di rivedere Marta. “Lei si chiama Lorena e ho deciso che mi figlio si chiamerà Loris. Penso che starà bene insieme a Soleia, tu che dici?”. La mente di Melania era occupata di due sole problematiche. In cima c’era il suo trasferimento nell’ospedale dove si trovava suo figlio e questo è stato finalmente organizzato grazie a Marta. Veramente lei dice che il merito è di un suo amico ma per Melania la gratitudine resta rivolta verso Marta.

Aveva saputo che il bambino sta bene e le era stato assicurato anche da Eliano di non doversi preoccupare. A Melania resta ormai poco tempo per risolvere il secondo problema, perché Eliano sta tornando.

“Sai, pensavo di chiamare mio figlio Martino ma non so se Eliano sarebbe d’accordo, io pensavo più a tua figlia che potrebbe risentirsene. Già mi dispiace che ora non possa entrare e mi dispiace anche di averti procurato tanti guai.”.

Nonostante Marta si sentisse alquanto a disagio alla possibilità che il figlio di Melania portasse il suo nome onestamente non sembrava considerare guai quello che aveva passato. Il problema di Marta era “soltanto” quello di non sapersela sbrigare da sola. Ad ogni modo ora è tutto risolto e conta che il bambino stia bene. Aveva rassicurato ancora Melania che in giornata sarebbe stata trasferita. “Sì, è vero, ma noi due dobbiamo metterci d’accordo” aveva detto la giovane mamma.

Il patto

“Sai, quella faccenda…” aveva cominciato Melania riferendosi alla paura che aveva prima di partorire.
“So a cosa ti riferisci, – l’aveva interrotta subito Marta – ma non devi preoccuparti, non mi ricorderò nulla.”.

Al che Melania le aveva detto che invece al contrario non avrebbe dovuto dimenticarlo. Marta era rimasta stupita, non si aspettava una reazione del genere, convinta che Melania fosse ancora preoccupata di non far scoprire l’accaduto a Eliano. Invece questa fragile ragazza da poco diventata mamma aveva in riserbo un’altra soluzione, quella che dovrebbe lasciare il pensiero sull’accaduto all’inizio della sua relazione con Eliano e niente meno che salvaguardare il futuro.

“Voglio che tu diventi la madrina di Loris. Così comunque porterà anche il tuo nome e questo ricorderà il nostro patto. Mi sei rimasta vicina e per me conta tantissimo, credimi. Non voglio che diventiamo nemiche, mai. Per il bene di Soleia, per il bene di mio figlio. Il nostro segreto rimarrà come un sigillo tra di noi, un nostro patto!”.

“Amiche dici?” aveva deviato sconcertata Marta non aspettandosi niente del genere, anche se la sua presenza lì dava nell’occhio soprattutto a Eliano e alla suocera. Non si preoccupava di loro neanche ora riorganizzando i pensieri. La ragazzina con le sembianze fragili l’aveva preceduta di nuovo.
“Marta, ammetto che prima non l’avrei mai pensato nemmeno io ma non ho neanche fatto il conto con un parto anticipato e mi sono trovata persa. Mi sentivo sola e spaventata e non so neanch’io perché in quel momento abbia scelto te. Adesso però so che mi è andata più che bene!”.

“Sì Melania, ti ringrazio, sono un mamma anch’io ma non devi preoccuparti, le tue preoccupazioni per il passato sono solo tue.”.

Per un bene

“Sì, certo sono mie ma le ho dette a te. Lasciami suggellare questo patto per il bene di tutti. Io starò tranquilla sapendo che tu vorrai bene a mio figlio, nonostante…”.

“Nonostante niente, ti ripeto stai tranquilla, guarda – e Marta aveva fatto vedere a Melania il suo smartphone con il nome di Michel salvato nella rubrica dei preferiti – hai capito? Tranquilla davvero.”.
“Forte” Melania aveva un sorriso complice e Marta l’aveva abbracciata altrettanto sollevata.
“Allora siamo d’accordo?“ aveva ribadito Melania e in risposta si era fatta sentire la voce di Eliano appena entrato nella stanza “D’accordo su cosa? Ho visto Soleia in infermeria, come mai siete ancora qui?”.

“Ora andiamo, tranquillo, Melania e io siamo d’accordo di tenerci in contatto,” aveva risposto Marta affrettandosi. Lo scambio del sorriso tra lei e Melania per Eliano non poteva avere niente di che, finiti gli ultimi auguri Marta era uscita di corsa per lasciarli soli.

Cambiare strada

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