“Miracolo” potrebbe chiamarlo Marta, ora immersa nei pensieri sulla propria incapacità di fare una scelta.

La sua agitazione sta salendo. Lorenzo conosce sia il loro orario di partenza che la destinazione, eppure non arriva. Soleia per di più sta continuando a fare domande. Logicità che avrà ereditato o che dipendono dalla sua età e certamente dalla situazione nella quale si trova. Vuole sapere perché lei e sua madre siano ferme in un parcheggio dell’ospedale, perché abbiano parcheggiato lì e anche chi sia a non star bene.

Una sequenza di domande per una bambina di sei, quasi sette, anni con l’unico interesse nel partire il più presto possibile. E se il gioco finisse prima di arrivare dai nonni? Erano corse fuori di casa per arrivare lì in tempo e ora Marta cerca di risponderle in modo da tranquillizzarla ma la bambina comunque stenta a capire pure le commissioni di mamma. Sconsolata torna a giocare con il cellulare.

I pensieri

Intanto Marta prende la borsa in parte a sé e recupera i biglietti del treno, l’unica cosa che aveva ricontrollato prima di chiudere la casa. Guarda di nuovo l’orario con pensieri sempre più scuri. Li aveva presi in anticipo, aveva concordato con Eliano e l’avvocato e ora… i minuti passano. Lorenzo non sta arrivando, manca solo una telefonata da Napoli.

“Ma quando andiamo alla stazione mamma?” Soleia sembra impegnata ma non molla la presa,  con la sua interrogazione fa sbuffare Marta perché anche lei si sta innervosendo. Seppure Soleia le appaia più interessata al suo gioco, l’attesa si sente pressante. La visuale dietro la macchina è coperta, il parcheggio a quest’ora è pieno nonostante tra poco il Natale si porti in tavola. Almeno Soleia non aveva percepito il cambiamento per il cenone di quest’anno come un problema. Per fortuna arriva un picchiettio sul parabrezza e Marta si rivolge verso l’uomo che rappresenta la sua salvezza. Salta fuori dalla macchina e dalle altre spiegazioni.

Qualcosa l’aveva spinta a chiamare proprio lui, Lorenzo, l’ex di Anna. Lui, per il quale la sua amica era fuggita lontanissimo. Marta sentiva quel qualcosa oltre il fatto di non riuscire a pensare a chi altro potesse chiedere aiuto. Tanto Anna stessa diceva sempre che lui risolve tutto e senza troppi indugi. Quindi ora lui è qui, per fortuna.
“Buongiorno” Lorenzo allunga la mano e presenta subito Federico. Marta non si aspettava un’altra persona e mentre ascolta “Abbiamo tardato poco” osserva il nuovo arrivato con prudenza. Federico a differenza di Lorenzo non sorride e sembra si aspetti qualche ordine sul “però abbiamo già guadagnato tempo.”.

I pensieri di Lorenzo

Infatti arriva un elenco di cose da fare. Per prima cosa servono i biglietti del treno che Federico andrà a scambiare con la partenza successiva. Nonostante Marta senta: “Abbiamo avuto fortuna” non la comprende come tale e neanche il fatto che “un nostro conoscente va a Napoli” la potrà salvare da Soleia e i parenti che le aspettano. Viene invitata ad accelerare perché il tempo a disposizione non è poi così tanto e questo le dà sollievo. Un qualsiasi movimento la porta a potersi aspettare la sua soluzione e porge i biglietti direttamente a Federico.

Lorenzo ovviamente non intende disturbare ulteriormente i pensieri di Marta dicendole che anche lui ha dovuto posticipare il pranzo di Natale con la mamma, perché ormai anche volendo non ce la farebbe. Comunque sia, lui e Federico hanno un buon allenamento con i contrattempi avendo abituato da tempo chi sta attorno a loro. Anche Anna passa nel pensiero di Lorenzo, ai tempi in cui lui “scappava” da lei proprio il giorno di Natale. Per Anna il giorno di Natale non aveva la stessa importanza della Vigilia, che lei festeggiava alla grande… e se non fosse così, chissà… se sarebbe potuta andare diversamente.

I pensieri di Soleia

Soleia invece vorrebbe tanto disturbare e sapere chi siano i due uomini che parlano con la mamma, anche se il pensiero di una bambina e le domande a seguire hanno un finale solamente pratico. Lei ormai vorrebbe semplicemente essere teletrasportata a Napoli e pensa a quando questo si farà sul serio e non solo nei film. Il suo cellulare le porta il messaggio dalla nonna che probabilmente sente i suoi pensieri, crede Soleia che, nonostante giochi ancora con il presepe, apprezza tutti gli argomenti scientifici. Abituata alle risposte essenziali la nipote le risponde che tra poco arriveranno alla stazione. Marta aprendo la portiera le dice che tra poco partiranno e la fa contenta della notizia che lei aveva anticipato.

Non può sapere che prima andranno in un altro ospedale perché là c’è la mamma del bambino e non sa nemmeno che questo qui invece è l’ospedale grande dove sta il suo fratellino. Anche se ha saputo che è nato nessuno sa neanche come si chiami e lei stessa non può immaginarsi che tra breve sarà confinata in un’infermeria perché adesso non ci sono orari di visite e lei è piccola. “Uffa – dirà la bambina alla quale piace il futuro – ma questo treno per andare dai nonni quando lo prendiamo?”.

Tutto questo sta succedendo il giorno di Natale e tutto quello che faranno e diranno tutti i partecipanti avrà un impatto sulle loro vicende future.

 

Sono Marta, davvero…

 

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