“Sono rimasta sola senza il mio bambino e questo mi fa star male – Melania a stento trattiene le lacrime – voglio stargli vicino, poterlo proteggere e fargli sentire la mia presenza.”.

Eliano è seduto immobile vicino il suo letto tenendole la mano. Dal suo letargo, seppure del tutto comprensibile poiché hanno passato tutti una notte impegnativa, viene attirato dall’ultima frase di Melania che si svincola anche dalla sua presa fisica.

“Voglio Marta, dov’è Marta?” gli domanda tirandosi in posizione seduta.

“Melania stai tranquilla,”

è la prima reazione di Eliano. “Devi recuperare le forze, per fortuna non hai complicazioni” vuole sottolinearlo considerando che per la testa gli girano le preoccupazioni per il figlio appena nato.
“Comunque ci sono io, a cosa ti serve Marta?” avrebbe voluto anche la sua parte in tutto quello ma Melania, seppure abbia da poco partorito, non intende restare ferma.
“Io voglio stare vicino al mio bambino” conferma la sua necessità di dover ribadire il concetto. Poi gli spiega: “Marta mi capirà, tu prima te ne sei andato e ora stai qui ad aspettare invece di andarti ad informare su cosa stiano facendo!”.
Anche se Eliano pensa che a Melania forse stia venendo la crisi post partum, sulla quale era stato comunque avvisato, crede nella necessità di chiarire la questione del perché aveva dovuto portare a casa sua madre.
“Pure lei è sfinita, ha la sua età ed è stata qui tutto il tempo, si è preoccupata per te e per il bambino.”. Un’altra volta sostiene che alla fine tutto si sistemerà. 

 

movimento

“Non voglio aspettare una fine, ho bisogno di un movimento, passami il tuo cellulare” ordina Melania e Eliano si arrende. Dovrà tenersi la sua apprensione per sé. Ne approfitta allora per cercare un’infermiera e sentire come procedere perché Melania è inquieta. Sente Melania salutare Marta e questo, seppur Eliano si chieda il motivo del suo attaccamento per la sua ex moglie, non lo allarma più del tanto perché sa che lei e Soleia dovranno partire in giornata. ‘Avrà pure le sue cose da fare ed è già stata più che una cortesia che si sia fermata così a lungo’, finiva il suo pensiero a riguardo.

Al suo ritorno, dopo essere stato informato sul procedimento dei fatti e la necessità di avere pazienza, trova Melania con la sua missione probabilmente compiuta perché sta di nuovo distesa e apparentemente tranquilla dentro il suo letto. Il suo smartphone è appoggiato sul comodino e per deviare le sue preoccupazioni e guadagnare tempo Eliano propone di parlare del nome del bambino.

Il nome

Si sapeva che doveva nascere un maschio ma per scaramanzia Melania non aveva voluto prendere la decisione prima. Ogni volta che Eliano voleva affrontare il discorso, lei con qualche scusa si allontanava dalla decisione. Ora poteva sembrare un momento giusto perché Melania gli aveva risposto con la relativa domanda se glielo avessero chiesto gli infermieri.

Per un momento Eliano decide di fermarsi su questa parte burocratica e quindi tornare su due scelte precedentemente dialogate. Quando avevano saputo che sarebbe nato un maschio avevano deciso di trasformare uno dei due nomi delle nonne al maschile. Così vennero fuori Geminiano da Gemma, la mamma di Eliano, e Loris da Lorena, mamma di Melania.

Anche adesso pesava sulla bilancia la presenza delle nonne nella vita del nipotino. Proprio per questo, aveva sostenuto prima Eliano, sarebbe stato più propenso omaggiare la propria madre non solo perché abita in Italia ma soprattutto perché la signora Lorena non l’aveva ancora vista se non in foto e gli sembrava significativo.

La questione del parto prematuro e l’abitazione della signora oltre frontiera sono ora motivi sufficienti per il suo ritardo ed Eliano sta pensando che per il bene di Melania forse sarebbe meglio cambiare direzione.
“A me Loris non dispiacerebbe sai?” le propone con tono di domanda.

Sola

Melania invece divaga nella mente in un’altra direzione e gli risponde pure lei con una domanda.
“Perché dovrebbe chiamarsi per forza come una delle nonne? Che poi l’altra sarà sempre gelosa?”. Come se non bastasse per confondere ancora di più Eliano gli fa notare che è fratello di una bambina che si chiama Soleia.

Melania continua a sentirsi incompresa e sola. Perché secondo una sua semplificazione, seppure per ora pensata solo tra sé e sé, si sente abbandonata. Seppure Eliano sia lì a parlare, lei preferirebbe stare sola del tutto. Questi discorsi di Eliano per lei rappresentano una specie d’intrusione nel suo stato intimo. Ora Melania è anche mamma e lui, Eliano, è padre, certo, ma continua a stare fermo!

Eliano

Mentre lei deve restare in questa clinica, l’interesse per il nome la irrita solamente. Perché secondo Melania in questo preciso momento Eliano dovrebbe prostrarsi, tirarsi i capelli, essere preoccupato per il piccolo, correre in quell’ospedale, stare lì a vigilare perché le cose vadano per il meglio e alla fine glielo dice: “Perché prima dicevi che devo riposare e ora devo sforzarmi per decidere il nome?”.

“Allora vuoi che vada in ospedale?” incredulo Eliano afferma che aveva pensato di non poterla lasciare sola e sente di doversi arrendere al pensiero femminile, che non sai mai in che direzione vada. Decide di accontentarla e saluta Melania che gli aggiunge come scusa che dovendo stare distante non riesce a sentirsi tranquilla. Eliano mette il suo cellulare in tasca e si avvia verso l’uscita della stanza.  

Il dolore di Marta

 

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