180 giorni sbrigati “Sbrigati a venire Marta, ti devo parlare!”.
L’urlo proveniva dal suo smartphone ma la voce femminile, con un tono disperato, Marta non la conosceva. Prima che si interrompesse la conversazione si sentì un pianto o un lamento.

Le aveva dato l’indirizzo, la situazione era chiara, e pure Marta si era bloccata sulla strada verso il forte ritardo sul lavoro. Continuava a fissava il numero dell’ultima chiamata in arrivo, quello di Eliano, nonostante non sapesse cosa pensare né tanto meno che fare. Stava lì, ferma nella seconda fila, senza contare i secondi che pesavano come ore prive di movimento.

Marta in standby

Ad un certo punto: “Che cazzo devo fare?!!” aveva rivolto la domanda a sé stessa con un urlo liberatorio nella speranza di un’eco. Come se dentro un piccolo abitacolo potesse entrare una grande risposta. Come se fosse possibile deviare la caduta libera di una massa.

Più tardi, magari, sarebbero arrivate le domande più semplici. Come per esempio: “Sarà mai possibile per un giorno non dover risolvere qualcosa?” oppure “Che non mi sentirò sopraffatta dall’esterno un giorno sì e un altro anche?”.
180 giorni sbrigati
Per ora Marta non riesce a pensare a nulla, perché quel poco che quella mattina sapeva di buono era stato schiacciato da una lei che non conosceva neanche! Non intendeva ridurre tutto ad un giudizio scontato di una ragazza rovina famiglie, no, Marta era consapevole che questo era cominciato e forse anche causato da un’altra parte, almeno per Marta era una questione risolta. Non quanto il fatto che la ragazza un giorno avrebbe dovuta conoscerla. Seppure lei si muovesse nei paraggi di Soleia avrebbe voluto ritardare l’inevitabile al più tardi possibile.

“Cazzo, cazzo, cazzo, porca di una miseria!” urlando di nuovo Marta si stava aiutando sbattendo i pugni sul cruscotto incapace di muoversi in qualsiasi direzione. Avrebbe tanto voluto potersi confrontare ma scorrendo alla mente l’elenco di tutti i possibili candidati istintivamente aveva sentito degli impedimenti.
Appoggia la testa sul volante ma non piange, nella mente cerca di sforzarsi a reagire.

Marta fai qualcosa

è la vocina insistente dentro di lei ma il suo ultimo pensiero prima di tentare di demolire una parte dell’abitacolo è rivolto a Soleia. “Soleia, Soleia!” aggrappata al suo sole Marta ragiona e sapendo che dovrà comunque fare qualcosa decide di cominciare dal meno complicato. Inventa una scusa di commissioni all’ultimo momento e sistema Soleia fino alla sera. Questa voce, diversa, di un’altra mamma ignara dei dettagli sulla separazione di Marta, è disponibile senza nessun problema con un “Non ti preoccupare vieni quando avrai finito!” e riesce a riportare un senso di ‘normalità’.
180 giorni sbrigati
Così Marta passa anche sulla questione del lavoro: “All’ultimo minuto, sì, come ho detto è un’emergenza e come tale improvvisa!”. Un sospiro di sollievo, anche se dovrà lavorare fino alla chiusura e anche se domani partirà. Per qualche strano motivo Marta non intende richiamare Eliano. Preferisce pensare che se la ragazza l’aveva chiamata prima di partorire avrà avuto il suo motivo valido e mette in moto la macchina.

Ok Marta, sbrigati anche questa!

Il parcheggio dell’ospedale a quest’ora fa venire voglia di girarsi indietro e lasciar perdere. Dopo un terzo giro come segno del destino si libera un posto proprio nelle vicinanze del cartello che indica la direzione per il reparto maternità.

Purtroppo, come prevedibile, nel corridoio avviene lo scontro con Eliano. Non sembra sorpreso di vedere la sua ex moglie ma è decisamente intenzionato a mandarla via.
Marta si interpone tra lui e l’entrata della stanza infermieri. “Vorrei ma non lo farò, ormai sono qui.” Ha un piccolo flashback sulla forza di Eliano ed è come un’inaspettata soddisfazione trovarsi nel posto giusto per l’eventualità.

“Non vorrai mica fare scenate.” prova ad obbiettare ancora Eliano ma lo tradisce il suo aspetto stanco. Tutt’altro che da preoccuparsi.
“L’avrai sentita pure tu la telefonata, vero?” Marta vorrebbe proseguire nel corridoio: “Di conseguenza appena mi dirà cosa vuole me ne andrò” resistente e energica contro l’aspetto pallido di Eliano.

“Sì, ma ora è nella sala travaglio e non vuole vicino nessuno” obbietta lui con voce bassa.
“Sbrigati, andiamo!”. Marta non ha tempo da perdere e aggiunge decisa: “Accompagnami e dì che sono sua sorella” ottenendo un sussurro meravigliato di Eliano:

“Sua sorella?”.
A una smorfia Marta aggiunge uno di quegli sguardi penetranti, quelli che in passato miravano ad un risultato preciso. Infatti Eliano le fa segno nella direzione per arrivare da Melania e veramente la fanno entrare. Eliano alla porta si sente decisamente fuori dalla situazione.

“Ciao, sono Marta.”.

Un viso giovane si gira verso di lei, ornato da capelli lunghi biondi, disordinati. Con la voce affannata Melania si rivolge a Marta.
“Lo so, t’ho vista già dalla macchina – cerca di rialzarsi sul cuscino ma non ci riesce – e poi tua suocera nel suo santuario ha anche la tua foto”.
Marta vorrebbe aiutarla perché lei si lamenta ma non le riesce di essere abbastanza simpatica. Ci prova con un “Come stai?”, giusto per.
180 giorni sbrigati
“Ho bisogno di te.” Melania resta appoggiata sui gomiti.
“Vuoi che chiami l’infermiera?”.
“No, anzi, per favore chiudi  la porta e guarda che non ci sia nessuno.”.

“Credo che tu sia l’unica che mi possa capire, si tratta di Eliano.”.
“Ho visto, è strano, ma si riprenderà. – Melania emette dei sospiri. “No, è cambiato – respira ancora più ritmicamente – sembra un cucciolo impaurito ma ho paura di come potrebbe reagire.”.
Decisamente fuori dalla zona comfort Marta le chiede di nuovo se chiamare qualcuno.
Melania cessa con il respiro lungo “Si tratta di mio figlio, ho paura” e riesce finalmente a sedersi.
“Capita a tutti. Vedrai che tutto andrà bene.”. Marta pensa che sia arrivato il momento di dire a Melania che potrà restare per poco anche se aveva mentito sulla loro parentela, e poi non penserà sul serio che sia venuta per farle da babysitter? Ancora meno per sostituire il personale medico!

Tace ancora per un istante e poi Melania lo dice:
“Il figlio potrebbe non essere di Eliano…”

180 giorni sbrigati

Quello che è successo prima QUI

Per legare ancora di più seguimi su:

contatti, instagram contatti, facebook contatti, pinterest

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto