180 giorni Respira Melania respira a fatica: “Il figlio potrebbe non essere di Eliano…” lo dice a Marta che resta in silenzio. A mille si proiettano le immagini in capo con i rispettivi sottotitoli:
– “Concentrati invece su un anello nuovo” vede benissimo Anna, disperata per aver perso il suo simbolo del futuro;
– “Mi sono innamorato”  Eliano in chiaro con la sua camicia nuova e pantaloni da figo;
– “Non dovevate neanche pagare l’affitto” è la volta della suocera, sempre al telefono ma si vede lo stesso;
– “Ho conosciuto l’amica di papà” Soleia che ha solo sei anni, quasi sette…

Tutte queste immagini,

una che sovrasta l’altra rischiano di esplodere, privando Marta d’ossigeno e sfociando in una sola parola:
“Basta!”.
Anche se può sembrare che sia passato tanto tempo in realtà erano pochi frammenti e Melania, con i suoi lamenti, prende l’espressione di Marta a modo suo.
“No che non basta, potrebbe avere un colore diverso!”. 180 giorni Respira

Respira

“Cazzo!” le immagini di Marta si cancellano con un’eccellente rapidità, altrettanto le sue azioni di prima.
“Respira Melania, respira!” infatti è questo il reagire che Marta si concede ora. La sua voce, i suoi movimenti, non li sta obbligando. Marta si mette prima ad aggiustare la posizione di Melania e le sistema la coperta. Per il momento nessuna parola, invece cominciano a respirare in affanno entrambe, all’unisono. Poi Marta fa una pausa ma è solo per dire che “Andrà tutto bene”, una rassicurazione per Melania, perché è ovvio che Marta non stia pensando a sé stessa. Probabilmente è la voce di una mamma che si rivolge ad una futura mamma.

Loro due

non si rendono conto dell’entrata dell’infermiera, vanno avanti con il fiato sintonizzato fino a quando lei, quasi compiaciuta, arriva vicino al letto.

”Va bene questo aiuto da tua sua sorella ma adesso deve uscire” dice. Così aiuta Marta a non respirare, a non pensare e forse anche a smettere di pregare. Per pochissimo, quello che basta a potersi fermare, un attimo per chinarsi sopra un altro lamento e un urlo più forte, per farle una carezza e provare anche un sorriso, timido o debole che sia. Non sa perché ma sa che non è per far scena davanti all’infermiera.

“Non andartene via!”.

Melania con le ultime forze rimaste le chiede la sua presenza. Ha bisogno di avere vicino qualcuno, non l’infermiera ma proprio quella persona che fino all’ultimo, il termine della gravidanza, sarebbe più logico stesse dall’altra parte del mondo.
“Rimani qui, ti prego!” aggiunge ancora per la sua necessità di questa strana certezza.

“Sarò fuori.”.

Marta chiude la porta dietro di sé. L’orologio dell’ospedale segna le nove e mezza passate. Soleia è alla seconda lezione. Eliano sbuca dall’angolo in fondo al corridoio salutando qualcuno al cellulare e si avvicina con passi rapidi verso Marta.
180 giorni Respira
“Che succede?”.
“C’è l’infermiera.”.
“E allora?”.
“Non lo so, chiediglielo.”.
“Tu che fai?”.
“Aspetto.”.
“Ah, ma cosa voleva Melania da te?”.
“Non lo so, è venuta lei, l’infermiera.”.
“Allora non sarà importante.”.
“Aspetto lo stesso, ormai…”.

Invece loro due,

ognuno per un motivo diverso, non sanno che fare. Eliano aveva visto la gravidanza di Melania da lontano, sia di fatto che col pensiero. Tanto non era la sua prima volta. “Mica saranno cambiate le cose.”, pensava a non preoccuparsi, doveva fare altro.

Marta non può sapere come Melania si sia potuta cacciare in questa situazione. Di lei non sa praticamente nulla, solo che ora Marta ci si è trovata in mezzo.
“Allora, io sento l’infermiera ma poi dovrei fare un salto a prendere la mamma, quindi se tu intanto ti puoi fermare…”. Eliano fa ciondolare lo smartphone e si guarda attorno, facendo passi in avanti e indietro.

Marta l’aveva già detto che si sarebbe fermata quindi continua a stare sullo stesso posto. Non resta che aspettare l’infermiera, che per fortuna arriva. Parla un attimo con Eliano e poi se ne va.
“Dovrei farcela” riferisce lui a Marta. Ognuno dice il suo “ok” e poi Eliano sparisce.
180 giorni respira

E adesso sì che ci sono guai! Marta dovrebbe rientrare al lavoro fino alla chiusura e poi andare a prendere Soleia. Prima ancora, invece, dovrebbe parlare con Melania. Continua ad avere delle incertezze su come e cosa dirle esattamente. Continuare solo ad ascoltarla? Poi avrà il tempo necessario? Continua comunque a chiedersi il perché? La voglia di dare ancora qualche pugno non le è passata del tutto. E poi, potrà lasciare Melania qui da sola nella stretta tra un probabile padre e una probabile nonna bis?
E infine: ma chissà cosa salterà fuori ancora! Melania avrà pure qualche parente, perché accidenti non è qui?

180 giorni Respira

Melania verso l’ospedale

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