180 GIORNI, RISPETTO – puntata 54

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180 giorni rispetto

180 giorni rispetto“Voi uomini siete disegnati male” Anna aveva ripetuto la frase per rispetto dell’educazione. Con tutto quello che aveva sentito giornalmente al bar o in tanti altri posti sull’isola non aveva potuto che rafforzare la sua idea. Solo che lei stava lavorando e non voleva pensare ad altro, anche se l’uomo in questione a sua volta gliel’aveva chiesto con gentilezza e sembrava uscito da una copertina.

Per lei non poteva fare differenza.

“Allora ho capito bene.” aveva reagito l’uomo alla seconda formulazione. “Interessante.” aveva annuito. “Seppure esprimi la tua opinione, la deleghi a qualcuno di indefinito, qualcosa che ha causato i tuoi mali vissuti con gli uomini.” Non aveva lasciato la sua reazione semplice.

“Può darsi ma la mia era una risposta al perché non accetto l’invito di bere insieme e la conferma di tutto sta nel fatto che non desidero nemmeno essere psicanalizzata.”.
Anna era piuttosto seccata. A dire la verità gli uomini li guardava attraverso una specie di velo. Aveva ancora ben presente l’immagine di Lorenzo, l’uomo bello su tutti i fronti con il quale aveva vissuto per diversi anni. L’uomo che l’aveva affascinata con il suo modo di formulare i discorsi e non se la tirava, come si usa dire, per il suo aspetto. La totale ammirazione di Anna per lui era finita quel fatidico giorno a causa del quale ora lei si trovava sull’isola.

“Scusa – aveva insistito l’uomo – non ho capito davvero la tua risposta e comunque l’ho presa come una battuta, credevo volessi essere originale.”. L’uomo in questione aveva creduto di poter instaurare una conversazione, un inizio di qualcosa ma Anna di uomini, a quanto pare, ne aveva davvero abbastanza.

Velo davanti agli occhi

“Balle, parli dei miei mali vissuti con gli uomini e il prossimo step è dichiarare che tu non sei come quegli scemi che ho incontrato e per aggiunta mi hanno lasciata andare.”.
Anna era scocciata per la sua insistenza. Il velo che si era creata le doveva servire per non vedere il loro porsi, non le interessava, non voleva sentire cosa potesse avere ancora da dire lui, non poteva e non voleva dare crediti al genere maschile. Lei aveva il suo disegno che percepiva, gli uomini erano fatti male, per l’appunto. Un conto era se si rivolgevano alle altre, le loro mogli o fidanzate. La loro mancanza di rispetto la disturbava comunque ma finché rimaneva nella sfera personale che non doveva riguardarla (certe donne non ci fanno perfino caso), il suo sguardo rimaneva coperto. La sua risposta in questione era la sua reazione di essere punta direttamente e solo il buon senso maschile, magari raro, aveva interrotto la probabilità che Anna trasformasse la sua risposta indispettita in quella da non ritorno.

“Sì, più o meno così – aveva accordato l’uomo con il sorriso e poi aveva aggiunto – si vede che non è la tua serata, alla prossima.”. Concludendo con una risata si era allontanato seguendo un certo rispetto.
180 giorni rispetto

Social

Caterina aveva assistito da poco lontano da quel bar, dove si trovavano di solito con Anna per non stare sempre nel bungalow e dove si socializza anche con altri, perlopiù conoscenti di Caterina. L’aveva portata in disparte, sperando di avere l’esclusiva di questo contatto che aveva notato.

“Ma dai, che gli hai detto?” non vuole crederci nemmeno lei, incuriosita dal così breve approccio tra lei e il tipo in questione. Lei è più giovane di Anna ma il loro linguaggio con la permanenza sull’isola si sta avvicinando facilmente, presumibile per quanto Anna si esprima modestamente.
“Perché?” chiede Caterina sorpresa per aver sentito il tizio che si allontanava ridendo.
“Niente, non m’interessa.” insiste Anna.
“Davvero? Non è che tu non valga ma è uno che seleziona, figurati qui ma anche su Facebook gli sbavano dietro.”.
“Io non ho Facebook.”.
“Cosa? Tu scherzi” con un tono che vacilla Caterina chiede conferma: “Davvero?”.
“Sì, è così grave?”.

“No, certo che no, solo un po’ strano, inusuale, ecco. Dove sei allora, su Twitter? Google plus? LinkedIn? Pinterest?” ad ogni negazione di Anna Caterina arriva all’ultimo dei più gettonati “Neanche Instagram?” e si ritrova con un altro no.
“Non sono social.” conferma Anna.
“Dai, capisco su Facebook, ormai è diventato un immondizzaio e ci sono tanti pensionati. Ma tu? La parlantina al bar non ti manca, cos’è? Ma non è che sei obbligata a parlare, però conosci persone nuove, puoi anche distrarti con i video. Avrai qualche interesse oltre a correre dietro i soldi, no?”. Caterina espone il suo punto di vista continuando comunque a guardare Anna come una bestiolina atipica.

Vento e mare

“Non sto correndo dietro i soldi, ho degli interessi – specifica Anna – sono solo in standby.”.
“Va boh, ho capito, ma andare a bere qualcosa ogni tanto, distrarsi con un uomo… ma t’interessano gli uomini, vero?” alzando le sopracciglia Caterina continua a non capire questa situazione.

“Sì, una volta, ora…” e Anna si ferma per fare la sua ordinazione. Voleva sperare che questo giorno non sarebbe arrivato mai, che se ne sarebbe andato come un bel venticello, su quest’isola quasi sempre presente, ma grazie al “tipo” di prima non porterà più via il suo discorso spinoso. Neanche dopo la pausa del primo sorso di Caterina. “Gli uomini non sono mai in standby, se non sei lesbica.”.

“Guarda, sono contenta che dividiamo il bungalow, davvero Caterina, sei simpatica e si sta bene con te. Questo è tutto. Non ho voglia d’altro.”.

“Potresti cominciare a parlare un po’ di più, si sa mai che ti potrei essere d’aiuto. Non voglio spodestare la tua amica della terra ferma, voglio solo che stia bene anche tu. Quando non lavori sei un’altra persona.” Caterina sa il fatto suo, spesso passa dove lavora Anna e vede che il bar è sempre pieno.

“Mi esaurisco, il lavoro è ancora duro anche se mi sto abituando, mi concedo la distrazione al mare.” Anna si volta verso il suo amore onnipresente, il mare che asseconda il suo silenzio. Quando è da sola davanti l’immensità ascolta solo le onde e respira il suo profumo. Guarda i suoi colori, schizzare i quadri fissati nella memoria o ne abbozza di nuovi al momento. Questi sono i codici della comunicazione che Anna preferisce.

Rispetto

Se non fosse Caterina, verrebbe da lasciare Anna da sola, in quel bar, con i suoi pensieri, forse mostrando un certo rispetto come l’uomo di prima ma Caterina è diversa.

”No, quello no, ma la gente si allontanerà da te se continuerai a fare così. Dai, ti iscrivo a Facebook!” esce con la sua proposta nella speranza di smuovere Anna che trova così appiattita nei suoi momenti di relax.
“No, Caterina, meglio di no.”. Anna sorseggia la sua bibita, lei è diventata praticamente astemia, apparentemente tranquilla ma sta pensando a come esprimersi al meglio nel suo approccio con il vulcano Caterina.
“Anna! – erutta davvero Caterina – Tu sei qui per nasconderti, dimmi la verità!” esplode certa di aver finalmente scoperto il segreto della sua coinquilina.

“Sì, se proprio lo devi sapere. Non voglio essere trovata.” risponde invece pacatamente Anna.
“Uno tosto allora?”.
“Sì, si potrebbe definirlo così.”.
“Dai, dimmi di più, ti ha fatto male? Intendo fisicamente?”.
“No, tranquilla.”.
“Io lo sono ma in te vedo una tranquillità solo visibile, anzi, l’ho sempre percepita così ma se preferisci rispetto il tuo silenzio, ne parleremo quando te la sentirai.”.
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Puntata precedente con Caterina QUI

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