180 giorni isola “È un pochino schiva nel parlare delle sue cose personali, anzi, Anna parla veramente poco. Anche se al bar, invece, chiacchiera tanto con i clienti, poi si riposa dal parlare – Caterina sorride – quasi completamente.”.
“Va bene, basta così, quindi andate d’accordo?” chiede ancora l’impiegata amministrativa seduta di fronte a Caterina, ma presta più l’attenzione ai grafici poggiati sulla scrivania. Quello che domina indica le disposizioni dei bungalow e altri alloggi del personale. Tanti vuoti, su alcuni è segnato un punto interrogativo mentre altri sono già depennati.
“Sì, nessun problema, – si affretta a rispondere Caterina – a volte andiamo a nuotare o a fare una camminata per l’isola, nella natura si può anche stare zitti. Però durante i pasti per esempio noi comunichiamo.”.
“Ok, ok – l’operatrice alza lo sguardo – volevo saperlo in via informale, il contratto di Anna dev’essere ancora rinnovato per la prima volta, lei invece che ormai è una veterana, come vede un futuro con noi?”.

“Stiamo forse parlando di un tempo indeterminato?”

Caterina cerca di avere un tono sorpreso ma il pizzico del ‘sarebbe ora’ si può notare.
“Non immediatamente” le arriva la risposta dalla bandiera svizzera e segue la spiegazione “ci sarebbero da chiarire gli eventuali spostamenti futuri sulla terra ferma come non è escluso un cambio di continente.”. Caterina rimane in modalità di ascolto attento e l’impiegata prosegue con la lisciata: “Lei parla bene inglese, quindi. Per ora è stata solo qui però, è andata via una volta per ferie personali…”. La presenza amministrativa elenca le mansioni di Caterina. La nominata intanto comincia a spazientirsi, perché tutto questo ovviamente lo sa bene finché la lettura si arena e sembra arrivare al traguardo: “Noi siamo soddisfatti del suo operato ma in futuro il suo avanzamento potrebbe essere influenzato dalla sfera personale?”.

“Non c’è problema, sono e rimango solo io e per mia madre mi basta la vacanza.” Caterina rimane fedele al suo rispondere frettoloso che neanche stavolta riesce a far cambiare l’espressione gessata dell’operatrice devota invece ai suoi protocolli e al tempo a disposizione.

“Allora siamo d’accordo, facciamo gli ultimi sei mesi sull’isola ma in attesa, devo rivedere i piani organizzativi per l’anno nuovo e i corsi di formazione, probabilmente il contratto lo aggiorneremo prima.”.

Caterina non perde tempo nemmeno nel firmare il suo ultimo contratto a tempo determinato trattenendo dentro di sé la soddisfazione, girando il foglio verso la rappresentante dell’amministrazione nota che il loro bungalow è stato depennato.

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Sottofondo mare

È pomeriggio tardi e Caterina è libera. Succede di avere più tempo a disposizione, il periodo è meno impegnativo finché non partono i non confermati, poi ricomincerà con i nuovi arrivati e la loro formazione. Non le va di passare al bar o cercare il tipo degli incontri affettuosi, decide di prendere il sentiero che porta al mare. È intenzionata a sedersi al suo riparo e ascoltare le onde in solitudine. Senza bambini da salvare, senza smuovere la ciccia ai vacanzieri e pensare solo a sé stessa al ritmo dei propri pensieri invece che dei balli latini.

Caterina ci sta bene sull’isola, dall’inizio è sua complice nel trovare la visuale staccata da tutto quello che le era successo prima di arrivare qui per poter guardare all’orizzonte. Sapeva che prima poi il tempo determinato sarebbe potuto arrivare ma ora, se la tipa non si rimangerà la parola, potrebbe ‘avanzare’, il che non le dispiace affatto. Il suo isolarsi e approdare qui, dentro un’altalena di caos e organizzazione messi insieme, le aveva portato benefici non solo al battito cardiaco ma anche nel districare i problemi. ‘La distanza dal passato avvantaggia la liquefazione dei dilemmi che si allontanano più rapidamente’, aveva letto da qualche parte e non poteva che convenire.

Le onde spesso producono uno sbattersi, Caterina lo trova dolce ed è contenta dell’invariata occupazione del loro bungalow. L’isola per Caterina è diventato anche un posto dove poter tracciare i lati del suo temperamento, libera dai contestatori prima e dagli assenti dopo. Quando l’aveva raccontato alla sua coinquilina, Anna non aveva battuto ciglio. Forse lei, confrontando la sua storia, avrà reputato la sua più grossa, sapeva solo che Anna si nasconde. La sua è una fuga mentre Caterina aveva abbandonato quel poco che era rimasto e non intendeva più legarsi.

Il veleno

A proposito di storie sentimentali, mentre Caterina le vive con l’ottica dell’oggi, Anna invece, seppure sia una donna bellissima, non riesce a conquistarla nessuno. In tanti, anche se Caterina aveva sottolineato più volte che non è così, pensano che Anna sia lesbica. “Ma la vedete che al lavoro parla e scherza con tutti – aveva detto Caterina – e poi ci sto io con lei in bungalow!”.
“Eh, ma tu altro che lesbica!” avevano detto con un tono del ‘stiamo scherzando’. Tanto Caterina lo sapeva che da una parte ci sono quelli a cui non le va di darla e dall’altra quelli che “vorrebbero ma non possono”… invece le ragazze sparlano perché non sapendo nulla di Anna s’inventano storie. Specialmente quelle che sono qui da appena tre mesi sono le vipere più velenose.

Isola effetto vacanza

Il sole non picchia più, manca poco a Natale. Lo festeggerà da sola per la prima volta e crede che sarà così anche per Anna. Stasera, anche se non è di turno, pensa di fare una scappata in discoteca. Le piace ballare, per questo aveva preso al volo il lavoro. Poi tutto resto… beh non si può pretendere di avere tutto. Ma tra i corsi di ballo e Acquagym non c’è poi tanta differenza, considerando che in tanti sono divertenti. Fanno proprio ridere e ridono pure loro. Perché no, prendersi in giro fa bene, loro sono in vacanza ma lo stesso effetto lo esercitano pure su Caterina. Il mare, il movimento, l’isola.

Lei si alza dal suo angolino nascosto poco lontano dalla spiaggia, è riparato ma il vento ora porta la sabbia pure qui. E poi il mare per altri sei mesi, per iscritto, non le scapperà.

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