180 giorni cambiare strada 

7:00

Marta pensa di cambiare strada. Un lieve sorriso si schiude sulle sue labbra, si è alzata di buon umore per la chiamata mattutina. Lui aveva ripetuto che avrebbe voluto camminare vicino a lei quando l’avrebbe imboccata, la sua nuova strada, e lei gli aveva annunciato per la prima volta un termine.

Si incontreranno dopo il Natale. Quando tornerà da casa dei suoi e quando Soleia riprenderà la scuola. Dentro di sé veramente aveva pensato soprattutto alla sentenza e rimandato questo incontro appositamente a dopo. Voleva avere le carte in regola prima di  intraprendere un cambiamento nella sua vita. Non vuole certo grandi sconvolgimenti ma in fondo nel suo posticino nascosto desidera che invece qualcosa accada il prima possibile. Ultimamente avverte un bisogno di avere vicino a sé una presenza fisica, qualcuno che stia dalla sua parte e ad una distanza minima.

7:10

Oggi Soleia non si alza volentieri perché è l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Chiede alla mamma se davvero non sia domenica e sbadigliando sconsolata si dirige verso il bagno. Invece di doversi vestire in fretta vorrebbe risolvere la situazione del presepe. Questo Natale andranno dalla nonna, quella di giù, mentre quella di su la andrà a trovare domani perché mamma deve ancora lavorare.

Poi partiranno, allora deve decidere le statuette che potrà prendere con sé. Deve scegliere. Vero, pure la nonna di giù ha il presepe ma sono statuine della mamma, di quando lei era piccola. Soleia invece ha il suo presepe qua, su, e le statuine crescono di numero ogni anno. Ad alcune è affezionata di più, ad altre meno. Ci sono quelle che proprio non può lasciare qui da sole, e per le feste in aggiunta, ma la mamma quando aveva visto la sua scatola aveva obbiettato che stavolta erano troppe.

7:20

Fuori dell’abituale il padre di Marta chiama la figlia. Vogliono fare una sorpresa straordinaria a Soleia (e veramente anche a Marta) e vuole accertarsi dell’orario d’arrivo, visto che la mamma non riesce a trovare il bigliettino dove l’aveva segnato. Sai com’è, confermava a sua figlia, l’immagine dei preparativi natalizi di casa con la farina che svolazza per aria. Ad ambedue veniva da ridere e si sentiva da dietro la mamma che, pure lei tutta contenta, faceva finta di lamentarsi sulle loro prese in giro.

7:30

La mamma di Eliano fa fatica, ultimamente durante la notte è come se la sua schiena si atrofizzasse, si rifiuta di alzarsi. Ieri sera per aggiunta era piena di pensieri. Non è rimasta contenta della partenza di Marta, almeno Soleia passerà con lei la giornata di domani, le era venuto subito in mente cercando di raddrizzarsi dalla posizione raggiunta in seduta. Il telefono continua a suonare.

Ieri Eliano si era raccomandato di non dare a Soleia i regali di Natale, come succedeva anche gli altri anni, glieli avrebbero dati al suo ritorno. Perché sì, le aveva risposto e sì, Soleia ci crede ancora e non spetta certo a loro darle delusioni sulla notte di Natale, aveva ricalcato Eliano. Alla suocera di Marta era passato pure il pensiero sugli sconforti creati a Soleia e da chi, ma dopotutto lui è suo figlio. Il telefono non è distante ma quei pochi passi con il suono continuo sembrano più pesanti che mai. Tutta piegata, con la mano sinistra appoggiata sul fianco finalmente riesce ad interrompere il suono e alza la cornetta.

7:40

Eliano è nervoso come non mai. La prima volta era successo mentre stava in tournée, era tornato a fatto compiuto. Ora è diverso. Melania grida come se fosse posseduta e lui segue più che altro i suoi ordini lasciandola impegnata nel raccogliere almeno le poche cose non preparate prima, perché effettivamente questo non doveva ancora succedere. Per primo Eliano con voce tremolante aveva chiamato il medico e aveva appreso che per le contrazioni così ravvicinate bisognava andare subito all’ospedale. Eliano si infila i jeans e fa il numero di sua madre. Melania gli urla dietro sul perché la stia chiamando e lo manda ad accendere la macchina. Corre giù dalle scala con il cellulare in mano e intanto con la voce alta chiama sua madre, che si svegli cazzo e prenda sto cazzo di telefono.

7:50

Marta lascia Soleia davanti alla scuola. Avevano stabilito il numero delle statuine, oltre quelle non se ne possono portare altre, la decisione presa. A quanto pare Soleia ormai si cura di più di raggiungere la sua amica che aveva intravisto davanti al cancelletto. Marta è soddisfatta, controllando l’orario arriverà al lavoro senza dover correre, saluta ancora Soleia dal finestrino e parte. Non sarà facilissimo, questa volta viaggeranno in treno e la comodità delle infinite valige non ci sarà. A guidare da sola tutto il viaggio però no, non ci sarebbe riuscita. Cambiare strada, ecco davvero il suo nuovo moto!
180 giorni cambiare strada

8:00

Melania sente quel male infernale, inatteso, mai provato e che sta trasformando tutte le belle immagini coccolate fino a ieri ma anche quelle dal sonno bruscamente portato via. Ora è una tragedia. Vuole aggrapparsi a qualcosa ma la guida di Eliano è fastidiosamente cauta e quello lei non riesce proprio a sopportarlo. Gli urla dietro di schiacciare il pedale perché ha bisogno che si muova qualcosa ma lui guida come se fosse un robot, l’unica frase che continua a ripetere è di stare tranquilla che ci sono quasi. Melania ha bisogno di qualcosa di più, parlare con qualcuno ora e di corsa. Con la parolaccia urlante chiede a Eliano di passarle il suo cellulare, subito!

8:05

Melania scorre la rubrica di Eliano non curandosi della sua domanda a che le serva. Gli risponde di pensare a portarla al più presto all’ospedale se non vuole farla morire e finalmente trova il numero. Ancora un altro sfogo, sente che le acque si sono rotte, pensa di non fare in tempo, schiaccia il tasto e urla la sua richiesta:

“Clinica Sant’Anna sbrigati a venire, ti devo parlare!” e prima che si interrompa la chiamata Marta sente il suo forte lamento, Melania piange.

 

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