180 giorni siediti Lorenzo è contento di aver trovato subito Teodoro, appena fuori casa, per chiedergli un favore. Per sua fortuna è di nuovo alle prese con l’impartire lezioni di rinforzo per gli ordini dati al suo aiutante. Lorenzo lo interrompe, quasi compiaciuto: “Teodoro, stavolta dovrà lasciare il comando al ragazzo! Ho bisogno che mi faccia una commissione.”. Il suo tono si trasforma in scherzoso quando Teodoro sottolinea che avrà qualche sorpresa al suo ritorno. Lorenzo non solo concorda ma specifica anche che : “Sarà per la capacità di apprendimento del ragazzo!”.

Sicché Teodoro
non ancora convinto obietta con l’argomentazione di dover ripetere sempre tutto al ragazzo, il quale ama discutere per ogni cosa.

“Non è che ha paura che invece lui sia bravo davvero, eh?” ride Lorenzo e aggiunge che a qualcuno tutto quel sapere lo dovrà pur passare.

Ora invece Lorenzo ha bisogno che Teodoro vada a prendere la macchina che prima stava nella villa, dove erano già andati a prendere alcuni mobili. Bisogna ritirare la macchina dal meccanico poco distante e portarla qui, alla tenuta. Teodoro ricorda la zona ma prende comunque l’indirizzo dell’officina da dare al tassista. Di solito lui le domande non le fa.  Chiede solo una cosa, dove parcheggiare una volta tornato con la macchina.
“Per favore la metta nella rimessa – e accelerando il passo verso la sua macchina Lorenzo aggiunge ancora – per adesso.”.
180 giorni siediti

Lorenzo è partito e arriva già una chiamata

“Ciao carissimo, come stai?” riconoscendo la voce il suo buon umore prosegue perché vuol dire che ci sono delle novità riguardo Anna.
“Io bene, grazie, tu è meglio che ti siedi” gli risponde la voce nell’auricolare e Lorenzo gli conferma di essersi appena messo in viaggio.
“Allora caro mio spero tu abbia l’auricolare.” cerca di sincerarsi Federico, il padrone della voce.
“Certo, stai tranquillo, puoi anche dirmelo, sono grande, che novità hai?” si impazientisce leggermente Lorenzo.
“Te lo trovata, ha fatto un bel volo fino alle Canarie – ecco!” viene a sapere finalmente la novità Lorenzo. Dopo una pausa, non avendo risposta, la voce insiste:

“Sei ancora lì? Lo sapevo che non ti poteva garbare.”.
“Non ti preoccupare, stavo pensando. Sai che ci sta facendo?”.
“Lavora in uno di quei villaggi vacanzieri.” specifica la voce.
“Hmm, sotto la Spagna – ragiona Lorenzo – avrà un contratto regolare…”
“Se trovi regolare come vengono sfruttati… ma sì, poteva finire peggio.”.

Dopo un’altra breve pausa alla quale a questo punto Federico non fa più caso Lorenzo chiede:”Quando posso avere i dettagli?”.
“Domani ti può bastare? Te lo allungo o ci troviamo in collina?”.
Lorenzo preferisce così e concorda sul vino decantato per il primo pomeriggio.
“Un rosso, rilassante, o preferisci una cosa forte? Ti vado a prendere l’Amarone?”

Ultimo pensiero primo

Ebbene sì, Lorenzo stavolta è rimasto sorpreso e l’ultimo dei suoi pensieri è la scelta del vino. Pensa alla lettera di Anna. Era esaustiva e capiva che si doveva essere allontanata parecchio, anche dalla riluttanza e tanta tranquillità da parte della sua amica. Una consapevolezza di aver fatto il massimo per la decisione. Fino alla telefonata di Federico era convinto che Anna fosse tornata nel suo paese natio e lo stesso tentennare da parte di Lorenzo era per darle il dovuto spazio. Credeva che volesse anche lei trovare finalmente le risposte che aveva lasciato a casa.

Doveva ammetterlo, come non si aspettava che andasse oltre la frontiera non pensava potesse fare un lavoro del genere. Piuttosto avrebbe potuto contattare gli amici di prima o andare al sud, dove stava la famiglia dell’amica. “Questa proprio me l’ha fatta, si potrebbe dire. Difficilmente potrà guidare la macchina appena messa a punto su un’isola.”.

Lorenzo altrettanto non si sarebbe aspettato che Anna potesse sostituirlo eppure con queste novità il dubbio si insinua. A questo punto, ormai vicino al suo appuntamento in banca, abbandona tutte le ipotesi e si concentra sull’operazione da risolvere con la sola delega. Confidando nella conoscenza e la comprensione del direttore di banca perché mamma di certo non si può muovere.

“Ah, dolce Anna, cosa m’hai combinato. Ti chiedo un po’ di pazienza e tu voli alle Canarie, certamente non ti farà tanto male, credo, ma è ora di finirla.” pensa Lorenzo mentre parcheggia davanti alla banca. Deve rimandare a domani e il suo buon umore è passato ma questo non lo preoccupa più del tanto. Sulla scia delle care vecchie abitudini pensa che, dopotutto, Dio vede e Dio provvede.

180 giorni siediti

180 giorni siediti

Lorenzo in chiaro

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