180 GIORNI, LA SCRIVANIA DI LORENZO – puntata 52 –

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180 giorni la scrivania La scrivania di Lorenzo, come al solito sommersa, testimonia che quel tipo d’ordine non fa parte delle sue priorità. Angelina ogni volta si raccomanda con la signora che viene a ‘netàre’ come si usa dire da queste parti, forse per sottolineare che non sono semplici pulizie. La scrivania di Lorenzo è forse l’unico oggetto di tutta la tenuta che conosce la polvere e il disordine, ci si deve tassativamente girare alla larga. Quindi nessuno può sapere del sistema che adopera Lorenzo perché ad un’occhiata, da lontano, i documenti sembrano sparsi senza un senso.

Il piano della scrivania

Ogni pratica di qualsiasi genere viene messa in un mucchio che ha comunque un’appartenenza. A destra atterra tutto quello che riguarda la tenuta. I conti sono quasi sempre gli stessi e quando capita un’eccezione ci pensa Angelina a ricordarlo. Un mucchio pressoché omogeneo.

Nel centro sorge sempre con un visibile rialzo la Chiesa. I documenti sono sempre tanti, come le persone delle quali Lorenzo si occupa e che si rivolgono comunque tuttora a lui. Nonostante l’impressione di un accumulo le carte hanno le loro precise destinazioni e la loro evasione è pressoché programmata. Gli affari centrali, quelli della Chiesa, stanno tanto nei pensieri di Lorenzo. Hanno occupato principalmente e per lungo tempo la sua vita, la sua passione e anche il suo dolore e ora non possono di certo essere spazzati via da un giorno all’altro.
180 giorni la scrivania

Il passato racchiuso

Le strade che Lorenzo aveva intrapreso non erano mai state facili. All’inizio, e anzi per tanto tempo, aveva avuto addosso la convinzione che non avrebbe potuto durare perché non era sua la decisione di far parte del clero, non era sua la vocazione, non aveva sentito la chiamata. Era solo un dovere verso suo padre e per accettare il dovere di avere soprattutto una fede c’erano voluti ben due vescovi.180 giorni la scrivania

Il primo padre spirituale di Lorenzo gli aveva posto dei quesiti al suo stare in bilico: “Tu, Michele, quando ti guardi dietro le tue spalle come rispondi a questa domanda: ‘sto cercando di migliorare?’. E quando volgi il tuo sguardo in avanti domandati: ‘io posso essere una guida?’”.
Il secondo vescovo era diverso, non andava lontano, lui ne aveva conosciuti di preti che dubitavano di sé e della fede. Non aveva fatto che porgli una sola domanda in relazione al suo operato: “Non pensare a me, pensa più onestamente a te, o ti fai chiarezza o esci, no?”.

Nessuno era mai stato così diretto con lui, Lorenzo si sentiva incatenato al clero senza la possibilità di uscire. Era un giovane don e ricordandolo ora questo periodo lo fa sorridere. Quanto erano diversi questi due uomini e quanto allora lui non aveva capito appieno le loro intenzioni. Avevano accontentato la sua giovane età e c’erano voluti anni per potersi guardare indietro e sapere quanto avrebbe perso non restando. Solo ora sa che quella decisione che avrebbe voluto prendere da giovane l’avrebbe impoverito. Come sa anche di dover cambiare, ora.

Le modifiche

Lorenzo sa di essere nel momento giusto, è un uomo maturato, di conoscenze ed esperienze. Ha potuto valutare bene la sua decisione. Lorenzo non ha più tempo per aspettare i cambiamenti che non vanno di pari passo con le regole della Chiesa. Ha deciso di cambiare le sue direttive e ha fatto la sua scelta.

La parte sinistra della sua scrivania è riservata a: tutto il resto. Ci sono la gestione dei vigneti come di altre due case. Oltre la tenuta quasi tutto stava a nome di suo padre, quando lui c’era ancora. Ora la mamma insiste di trasferire le intestazioni a lui appena possibile. Lorenzo aveva provato ad obiettare su tutti questi passaggi e burocrazie inutilmente anticipate ma lei continuava a ribadire di aver già deciso a chi lasciare la sua parte personale mentre tutto il resto sarebbe diventato suo ufficialmente. Ora insiste che più che mai non si deve lasciare niente in sospeso.

Già, non lasciar stare le cose come stanno. Una montagna di cose da sistemare. Nella parte sinistra sono racchiusi anche i documenti che riguardano Anna. Sa di dover risolvere presto anche questo, anzi, ora sollevato dalle preoccupazioni per la mamma, seppure sia ancora fragile, gradirebbe un aiuto in più. Ogni tanto, quando rivolge il pensiero ad Anna, ricorda le sue capacità. Certo, la mancanza di lei la può controllare, sa dominare le sue emozioni. Comunque ha sempre così tanto da risolvere e confida nella sua conoscenza di Anna. Il suo ultimo gesto l’aveva comunque sorpreso, era stato anche questo una modifica.

I cassetti

Lorenzo apre il cassetto destro, uno dei tre in fila sotto il piano della scrivania. Tira fuori la cartelletta, arancione, etichettata ‘Magalli’ inserendoci poi dentro due fogli presi dal piano della scrivania. “Vado in banca per farti contenta” commenta a voce alta di buon umore. Dopo aver riempito il portadocumenti si dirige verso l’uscita dallo studio. Allunga per il corridoio per avvisare l’infermiera che andrà a sistemare alcune faccende della mamma e non starà via per molto, se avessero bisogno.

La scrivania di Lorenzo è rimasta ancora una volta sola, in contemplazione tra la sovranità divina e quella nazionale o forse sta meditando in assenza del suo attuale padrone su tutte le soluzioni arrivate nelle cartellette dopo essere state tirate fuori dai tre cassetti…

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Lettera a Lorenzo

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Il primo e il secondo volume di 180 GIORNI QUI

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