180 giorni il solito Ogni volta che lo chiamo di solito sento l’ansia. Non fa altro che usare parole e toni che trasmettono superiorità. Così attacco la chiamata preparata al suo solito peggio. “Prima che ti metti a minacciare di nuovo con gli assistenti sociali, vorrei mettermi d’accordo per Natale, devo comunicare le ferie al lavoro e con Soleia vogliamo andare giù a trovare nonna”.

“Va bene.”.

Risponde lui a malapena. So che si avvicina la nascita di suo figlio, o sarà pure nato, non mi interessa, la sua risposta spiccia e affermativa mi spiazza. A questo punto rinuncio alla seconda richiesta dell’autorizzazione per Soleia. Vogliamo andare anche all’estero. Sono certa che lui preferisca non averci attorno e dover gestire la questione dei fratellastri ma penso anche che come uomo non si farà tante problematiche a riguardo. Magari invece capisce che per Soleia sarebbe meglio un Natale a distanza ma il suo modo di fare, ultimamente solo prepotente, e il suo agire da banderuola non mi rassicurano per niente.
“Guarda che prendo le ferie e i biglietti del treno, forse sarà meglio che tu me lo dia per iscritto.” preciso.
“Come vuoi,” rincara la mia perplessità. Vuole solo salutare Soleia perché lui ha fretta.
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Il solito di Anna

“Lui è solo un deficiente” aveva commentato Anna già ieri. Le parlavo di come lui si svegli da un giorno e l’altro e pretenda di cambiare accordi per il doposcuola mentre io sono al lavoro. “Smettila di aspettarti la logica, è solo un uomo e per di più sotto la media, scusa Marta, ora te lo posso dire, no?”.

“Sì, tranquilla. Perché noi donne consumiamo quintali di fette di prosciutto fino al giorno della risurrezione?” mi era venuto da dire e Anna mi aveva zittita per non usare certi abbinamenti. Non ci avevo pensato. Cercavo solo di sfogarmi, del resto proprio lei voleva che lo facessi. Infatti Anna aveva ammesso: “Sì, brava, hai ragione, dovrebbe fare parte anche della mia terapia non fare più caso a certi collegamenti.“.
Era una chiamata alla reciproca difesa, perché come al solito era finita che Anna si era scusata perché doveva scappare.

Vorrei vederla,

mi preoccupo per un impegno così pesante. Ha detto che è dimagrita un po’ ma il peggio sono i pianti. Piange quando si trova da sola nel bungalow. Per fortuna non accade spesso perché i suoi turni e quelli di Caterina coincidono abbastanza. Non mi piace immaginarla tutta sola a sfogarsi piangendo. Dice che è solo uno sfogo per i turni, il lavoro, di tutto e di più, per la gerarchia e i vacanzieri stessi. Troppo per ogni giornata che passa e fa fatica a reggere tutto.

La mia prima reazione era stata quella di suggerirle di tornare in Italia ma lei mi aveva rincuorata dicendomi che conta sulla propria forza di riuscire e di non voler mollare. Ci sono momenti che la fanno stare bene, sta superando sé stessa, raggiungendo obbiettivi, conoscendo anche persone interessanti. Sono preoccupata e orgogliosa di lei nello stesso tempo. So bene come possa rovinare tutto una giornata storta al lavoro ma lei non c’era più abituata. Allora per tutte e due le ho detto che mi piacerebbe che ci potessimo vedere anche per un weekend solo, seppure solo per qualche ora al giorno, non importa. Ecco perché mi serve l’autorizzazione di Eliano per poter fare un salto alle Canarie con Soleia. Un bene per tutte e tre.

Allora chiamo mamma,

devo pure parlare con qualcuno. “Lascia scorrere le cose” mi dice e si raccomanda che mantenga la calma e non mi perda in chiacchiere, come è solita dire. Io però devo fare qualcosa per me sola e Soleia, pensavo di partire direttamente da loro dopo le feste. Mamma non vuole che forzi le situazioni. Non perché le dispiaccia che andiamo da Anna invece di passare tutte le vacanze con loro ma dice di risolvere una cosa per volta. D’accordo con lei ricevo il messaggio dall’avvocato, l’udienza sarà infatti a gennaio. La mia ‘solita’ fortuna. Rispondo all’avvocato se posso richiamare nel pomeriggio, ora devo ritornare al lavoro.

I soliti maschi

L’avvocato ha in riserbo uno dei suoi consigli, stavolta è quello di viaggiare per il mondo dopo che il giudice stabilirà i termini. “Ovviamente questa clausola l’ho già inserita nelle memorie che depositerò” mi avvisa e aggiunge che me le invierà per una lettura. Per le vacanze manderà due righe all’avvocato della controparte per la mia sicurezza così che lui non faccia scherzi. “Supponibile, in questa prima fase gli uomini di solito sono particolarmente vendicativi.”.
“Di cosa si dovrebbe vendicare?!” esclamo, perché penserei di poter, se mai, averli io questi impulsi. Lui mi risponde molto tranquillamente “ai maschi da sempre e per sempre darà fastidio perdere il loro potere con una donna.”.

180 giorni il solito

La prima puntata QUI

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