180 giorni udienza .
Devo sentire Marta per sapere com’è andata l’udienza.
La sua voce pare tranquilla al contrario di quello che mi racconta: “Sì, niente di che, ero inutilmente snervata, tanto è tutto rimandato” e fa agitare me.
“Come tutto rimandato?”.
“Eh, prima di entrare dentro i due avvocati si sono parlati e il mio ha ripetuto che quello che chiedono non è accettabile, quindi niente consensuale.”.

“Magari Eliano lo capirà dopo e non lo farà trascinare,” faccio la speranzosa.
“Anna, ormai è evidente che non ragiona con la sua testa. All’inizio aveva detto che mi avrebbe firmato tutto. Potevamo risolverla subito – Marta sospira – io gli ho dato una dimostrazione non denunciandolo e invece lui ora scalcia come un cavallo impazzito.”.
“Pazzo è pazzo, e sta pure in una situazione scomoda. Cosa ha detto l’avvocato a proposito?”.

“Guarda, l’unica volta che sono rimasta sorpresa è perché ha aperto bocca durante l’udienza, il che è stato a mio parere un record considerando il fatto che tutto si è svolto in cinque minuti.”.

“Ah, cavolo, ecco perché è quasi impossibile separarsi in un colpo solo. Cos’è che ha detto?”.
“Prima hanno letto le motivazioni di ciascuno, la mia di essermi trovata davanti al fatto compiuto e quindi subire la decisione. A quel punto il mio avvocato ha aggiunto che io mi sono sposata razionalmente e con la responsabilità verso la bambina in arrivo e la famiglia, tant’è che ho abbandonato la mia terra d’origine.”.

“Eh, sì, non male, ha messo i punti su quali ci sarà da lavorare. Comunque mi dispiace Marta, però sono contenta che sei più rilassata anche se non hai ancora niente in mano.”.
“Una cosa sì. È stato stabilito, in forma provvisoria, il mantenimento di Soleia. Minimo, ma essendo momentaneo non mi ci soffermo neanche. C’è tanto su cui ci sarà da discutere e considerato come mi sono sentita ieri, non sarà facile. Ti ho pensata, non immagini a cosa sei scampata!”.

180 giorni udienza
“Ogni volta Marta

ricordati che sarà un passo in avanti, ogni prossima volta la affronterai sempre meglio. A proposito, sei sempre decisa a tornare dalla mamma?”.
“Ora non posso risolvere niente, tutto è ancora aperto. Tu come stai? Raccontami di te, che stai facendo?”. Marta conclude la sua cronaca del tribunale. Lei è così, una volta passato il primo dolore si concentra su altro.

“Mi sono appena trasferita in un bungalow a due. Ho una coinquilina, si chiama Caterina e – preciso la news – sembra te, è la mia prima impressione, vediamo.”.
“Ah, almeno tu hai una sostituta. Dov’eri prima non ti dispiaceva però, no?”.

“Nessuno può sostituirti, dai, anzi se il lavoro mi continuerà a piacere come finora e tu ti trasferirai al sud potrei anche raggiungerti.”.
“Sì, sarebbe fantastico!”.
“Allora siamo d’accordo, però Marta ora devo andare. Non riesco neanche a disfare le valigie, vado a fare la baby sitter a due marmocchi mentre i genitori saranno a cena e poi a ballare.
“Uffa, non ti invidio!”.
“Ma no, almeno so che non mi sono persa niente. Hehehehe!”.
“Stai meglio, vero Anna?”.
“Decisamente, anche se non ho ancora fatto un bagno ma preferisco essere impegnata.”.

Gli uomini sono disegnati male 180 giorni udienza

“Ah, scusa! Mi sono dimenticata, ho un impegno per te! Un numero di telefono di un tipo che hai colpito.” ridacchia Marta e quando voglio sapere dove o quando sarebbe successo, mi fa ricordare il bar dove eravamo state l’ultima volta e mi chiede se il nome di Michel mi dice qualcosa.
“Marta non scherzare!”.
“No aspetta, non te l’ho detto apposta, veramente, non prima di sentirti bene come adesso, ma lui è stato molto educato e voleva spiegarsi con te, non potevo rifiutare il suo biglietto da visita.”.

“Dai, gli uomini sono disegnati male, ne ho abbastanza! Per me puoi cestinare. Ora vado, davvero, bacioni e alla prossima, ti chiamo appeno posso!”.

180 giorni udienza

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