180 giorni Eliano Eliano non suonava, cantava. Il calibro della sua voce si poteva, e lo si faceva, mettere in discussione ma si salvava sempre per il timbro particolare di cui era dotato. Rauco e denso esercitava un certo fascino che non lo limitava ad un solo consenso femminile. Non si poteva certo negare che fosse un uomo attraente, però nonostante le sue occhiate, il corpo atletico e non ultima la leggenda metropolitana che ogni musicista se ne porti a letto tante, il suo curriculum era sprovvisto di questa caratteristica.

Ebbene sì, Elì, così chiamato dagli amici, pur facendo parte di questo ambiente ormai da anni era sorprendentemente introverso. Quindi a volte anche deriso si rintanava nel suo letto d’albergo da solo mentre i compagni del suo gruppo ci davano dentro. A volte cercavano di spronarlo dicendogli che stava rovinando l’immagine della categoria e offuscando la loro popolarità esortandolo ad impegnarsi per dare un contributo. Erano sempre un gruppo, no? E poi, tutti maschi, dovevano lasciarsi inseguire a loro piacimento dalle fan femminile che a loro volta avrebbero innescato il passaparola.

La battutina

Così, non per ultima, era uscita quella stuzzicata che lui fosse neanche interessato alle donne. Non che avesse tanta importanza, del resto sapevano di una sua storia finita, una ragazza che lo aveva seguito in passato per diverse tournée. E di certo non importava neanche se fosse davvero più interessato agli uomini. Forse, anzi, sarebbe stato ricevuto di buon grado dai suoi compagni di viaggio, per ampliare la nicchia dei fan per così dire. 180 giorni Eliano
Quella battutina, però, gli ronzava in testa. Perché l’avevano tirata fuori? – si chiedeva Eliano. Non pensava che avrebbero potuto essere, seppur in una piccola parte, semplicemente preoccupati per la sua solitudine, che magari avrebbe potuto incidere negativamente sullo svolgimento degli spettacoli, più che sulla sua immagine. Quell’ultima battutina l’aveva disturbato e, senz’altro incoscientemente data la sua natura abituale, aveva messo in moto un meccanismo di ego maschile per far vedere a quei parlatori di che pasta lui poteva essere fatto. Anche se non ci teneva a spingersi oltre il suo modo di essere, quella sera dopo la solita tirata del nomignolo durante le presentazioni, la sua esibizione avrebbe subito una crepa. I suoi movimenti avevano cominciato a evolversi e qualcuno era rimasto colpito.

Le armi dei fan

Così, neanche tanto dopo, un paio di sere al massimo perché l’ego maschile non riesce ad aspettare per molto, nella fessura del riservato si era infilata una delle fan procacciatrici. Era riuscita a raggiungerli inseguendo il loro furgoncino fino all’albergo, voleva quel tipo che cantava. A lei, ironia della sorte, sembrava che lui non se la tirasse, e la sua voce poi!
Allora si era studiata per ben due serate la situazione e come avvicinarlo. Quando aveva visto che al primo spettacolo era sparito e non si trovava più, la seconda volta si era appostata già da un’ora prima nelle vicinanze per scoprire come funzionava il loro trasferimento. Poi il gioco poteva essere semplice, lei aveva a suo vantaggio una moto.

“Ciao, sono tua fan, colpita velocemente.” aveva esordito davanti a lui con il casco nella mano e aveva lasciato di stucco lui e pure i compagni senza far uscire neanche una risatina. Eliano era rimasto lì come fosse inchiodato ma dentro di lui aveva provato una specie di effetto post applauso molto fortificante.

“Poi dicono che alla fortuna bisogna spalancare le porte…” aveva commentato qualcuno degli altri. Poteva essere ricongiungibile anche al connubio ‘femmina-moto’ scesa da una Ninja. La donna che la possedeva aveva dato una svolta agli approcci di Elio sul palco, ormai consapevole del suo potere nell’esercitare un richiamo sessuale con l’aggiunta dei movimenti sciolti alla lista dei suoi fascini. 180 giorni Eliano

Eliano e Marta

Anche Marta ne fu conquistata a tal punto da essere lei alla guida degli incontri erotici, ai quali lui si lasciava trascinare senza troppa fatica. Lasciava il grande del suo impegno sul palco e si godeva un dopo successo canoro. Questo gongolarsi l’aveva accompagnato per tutta quell’estate nel sud Italia, dove si erano conosciuti Eliano e Marta. Si nutrivano l’uno dell’altra, consumando la propria esaltazione. Lei per il frequentare un musicista apprezzato e lui essendo governato nei giochi sotto il lenzuolo, dove Eliano rimaneva ancora piuttosto introverso, per l’appunto.

Ormai era diventata una storia e Marta scoprì di essere incinta e del conto da pagare per quel rapporto iniziato da pochi mesi. Perché da una parte si avvicinava il ritorno del gruppo verso nord, dall’altra anche l’eventuale perdita della frequentatissima Marta.

Ambedue le parti elaboravano informazioni certe. Marta, all’anagrafe nubile, seppur di una famiglia relativamente moderna, era sempre meridionale. Oltre alla famiglia, che nei pensieri di lei forse si poteva anche non includere, al sud ci stavano i suoi amici, la sua residenza e il relativo lavoro che pesavano sulla decisione.

Eliano era libero di andare dovunque e decidere di fare l’uomo giusto, con Marta che teneva salde le redini del sesso. Rimane il fatto che lei, per mantenere questa situazione piacevole e non scambiare la gravidanza per un problema sopraggiunto, aveva preso una decisione sulla base dell’orgoglio femminile, che pure esiste.

Anche se, contro i sogni fanciulleschi, andava a sposarsi in comune, in più non il suo, con due testimoni musicisti. Anche e nonostante tutti i battibecchi subiti a casa sua, andava comunque a sposarsi con una star e non la sentiva una cosa da poco.

Fino a quando,

dopo alcuni anni, si erano manifestati l’ego di Eliano e i brontolii di un paio di compagni rimasti dal gruppo originale riguardo la perdita di un certo suo richiamo e, diciamolo pure, la mancanza del brio del dopo spettacolo. Nel matrimonio erano entrate le distrazioni da musicista e quelle di una mamma trapiantata al nord alle prese con il suo quotidiano.

Elì aveva trovato un terreno particolarmente fertile e lo stava coltivando con momenti adrenalinici e la scoperta di poter partecipare anche a questo tipo di show. Le vallette si susseguivano come i posti delle esibizioni. Eliano era consapevole di raccogliere tanti effetti effimeri, dove le conseguenze non avevano necessità di farsi sentire. Non pensava contassero. Neanche quando era arrivata, semplicemente, lei.

180 giorni Eliano

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