VOLONTÀ DI ANNA, 180 GIORNI – PUNTATA 42

0
114
views
VOLONTÀ DI ANNA, 180 GIORNI - PUNTATA 42

“Credo che l’impossibilità della comunicazione sia la base della volontà di Anna.”. Questa è una verità secca ma non siamo qui per fare una conversazione tra amici allora rispondo così all’uomo che non saprei definire e con cui parlare mi mette parecchio a disagio. “Anna ha lasciato per lei una lettera dentro la casa, e anche la casa stessa. Ha provveduto a liberarla il più possibile, quello che è rimasto credo faccia parte della casa o non le importi.”. Ops, mi darei uno schiaffo, e dire che non è da me fare lunghi discorsi. Sicuramente è la soggezione che avverto, insomma, sentire gli occhi di un prete addosso!

“Aspetti, aspetti Marta, stiamo parlando di un tempo lungo, il contratto scade tra un paio di mesi, fin dove è andata Anna?”. Dentro di me ringrazio che non abbia aggiunto anche ‘e perché’. Rispondo semplicemente: “Non ho il permesso di dirglielo.” Arriva l’ordinazione. Davanti a me atterra un caffè e per lui un bicchiere.
Ringrazia
con un sorriso
sorseggia il suo vino
e dice che un bicchiere non mi avrebbe fatto male.
“Qui è una zona buona per il vino, io la preferisco” e posa il bicchiere davanti a sé.

Non rimane tanto

“Penso di aver capito, anche se ero convinto che Anna non l’avrebbe mai fatto,” fa una pausa e beve ancora una volta. Vorrei sapere quello che lui pensa di capire e cosa crede che Anna non avrebbe fatto ma questo solo per levarmi la curiosità sulle sue capacità spesso esaltate da Anna. Quando invece lui mi domanda se so quando Anna tornerà provo una specie di soddisfazione nel potergli rispondere di nuovo di “no”.  Anche se stavolta non lo so davvero. Gli dico che mi dispiace e questo non è vero. È una certa sorta di giustizia poter dare risposte non gradite a questo tipo di sacerdote. Infatti noto un cambio della sua espressione.

“Va bene signora Marta, sarà rimasto qualcosa che mi può dire” chiede come se leggesse un compitino incomprensibile. O almeno così mi sembra. Figuriamoci, non avrei voluto dire neanche quello che ho detto. Faccio un semplice gesto di negazione.  Allora va avanti ancora lui. Trova necessario che io sappia quanto ci tiene ad Anna e che non vuole rimanere senza di lei. Non posso che dire a me stessa che forse avrebbe potuto pensarci prima e meglio. Lui intanto continua assicurandomi che capisce le reazioni di Anna.

Anzi ritiene che siano state più che misurate e questo non fa che confermare come lei sia intelligente e forte. Lui sa benissimo che non sono i suoi unici pregi ma nelle prove che incontriamo nella vita sono qualità importanti. Io ho sempre saputo che la loro storia non era una qualsiasi e credevo sempre per merito di Anna, ora ne sono ancora più convinta. In un solito rapporto spiegarsi può essere utile e proficuo se ci sono basi solide e la volontà per dei progetti futuri ma scoprire che tuo marito ha ingravidato un’altra o di aver vissuto per anni con un sacerdote è tutt’altra storia. Quindi i compitini li dovreste ripassare voi uomini, per quanto riguarda quello che ho visto io.

Le volontà

Intanto lui parla misurando le parole e il suo bicchiere si sta svuotando lentamente, quando risento di nuovo il mio nome voglio sperare che sia per l’ultima volta. “Marta, io sono convinto che lei come donna, in più la sua migliore amica, desideri solo il bene di Anna.”
“Certo,” dico, possa dirlo forte e sono convinta che conosca la portata della mia sicurezza.
“Per questo sono sicuro che quando avrà occasione di parlare con Anna le riferirà le mie preoccupazioni e anche questo signora Marta, per favore le dica che: ‘la vita ci cambia e anche la nostra volontà’.”.

Con tutta la mia buona volontà e perché, per l’appunto, voglio bene ad Anna, la mia incombente commissione è diventata pesante ed è durata anche troppo. Non posso che sentirmi contenta quando lo sento ammettere che mi ha già portato via troppo tempo e finalmente ci alziamo. Prima che ci dividiamo lungo la strada davanti al bar aggiunge di non esitare a rivolgermi a lui se ne avessi bisogno o di chiamarlo per qualsiasi notizia o bisogno di Anna e mi lascia il suo biglietto nel caso non fosse rimasta la sua chiamata nella mia rubrica. Infine, per fortuna, mi ricordo di dargli le chiavi e lui mi assicura che passerà per la casa. Finalmente ci salutiamo.

La casa

“Ciao casa! Sai, noi non ci conosciamo tanto ma magari mi darai tu qualche indizio. Anna parlava sempre con voi case. Sapeva capire cosa nascondeste perfino dentro i vostri muri. Parlava delle vostre emozioni, riconosceva la vostra vita passata. Osservava e capiva la cura, quando ce n’era una, ovviamente. Lei stessa era brava a riconoscere la casa giusta. Ogni volta…

Io sono capace di guardare quello che voi case mettete in mostra. Anche se, devo ammettere, non me ne curavo quasi mai, se ne occupava sempre Anna.  In questo armadio nell’entrata ci potrebbero stare quasi tutte le scarpe di Anna. Tutte no, ma quasi. Sì, è vero, non sono sorpreso, è tutto vuoto.

Vorrei capire qualcosa di più, so come faceva Anna, quanta cura si prendesse degli oggetti per rendere l’ambiente confortevole. Eh sì, qui le sue tracce non ci sono. Intanto neanche una pianta in giro, un quadro appeso al muro, un libro che su questo tavolino non sarebbe mancato.
Neanche 180 giorni sono passati e sei già rimasta da sola, gran bella casa!
Ecco, finalmente, questa sarà la busta per me.”.

“Pronto!”

“Don Michele, mi scusi, Lorenzo, dovrebbe tornare subito a casa!”.

 

 

Tutto 180 giorni QUI

Per legare ancora di più seguimi su Facebook: Parole di legami
per una collaborazione mi trovi su Linkedin,
le mie foto e video curiosi sono su Instagram e YouTube,
le mie passioni le incollo su Pinterest
se sei fan di Google+ sappi che ci sono ma con delle difficoltà.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

Please enter your name here