Interessi ponderati, 180 giorni – puntata 34 –

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“Fondamentale è focalizzare bene gli interessi della bambina. Lei si deve chiedere molto onestamente cosa è veramente meglio per lei. Dovrebbe riuscire a separare da quelli che sono gli interessi personali quelli che a lungo andare le porteranno il vero beneficio. Bisogna scegliere l’investimento da fare, analizzare realisticamente la probabilità di riuscita.”

Così ha attaccato l’avvocato nel suo sobrio studio.

Questa sarebbe la linea per condurre la mia separazione dopo che c’è stato uno scambio di fatti tra lui e l’avvocato della controparte. La mia mancata comprensione la sfogo nel continuo arrotolare i capelli. Non sono tranquilla. Stanno per scadere i tre mesi da quando è successo e io voglio per me e Soleia una vita più bella. Chiedo tanto?

“Analizziamo ora gli interessi di suo marito. Un musicista, sempre in giro, sua figlia è abituata a vederlo anche molto saltuariamente. Quando dico “anche” è voluto, perché lei converrà che ci sono stati pure dei periodi più casalinghi. Sono anche certo che lei da brava mamma abbia fatto bene il suo lavoro a proposito. Avrà spiegato alla bambina perché in determinati momenti il papà non c’è, vero?”

Annuisco.

“Quindi, lei pensa di poter ribaltare tutta la vita di una bimba di sei anni che sta appena affrontando un grande cambiamento della sua esistenza, il passaggio dai giochi alla scuola. Suo marito invece non chiede niente a sua figlia. Vuole che rimanga a casa sua, nel suo ambiente, che continui a frequentare la nonna paterna e ovviamente lui.”

“Francamente il suo magnanimo atteggiamento nel preoccuparsi per lo stato psichico della bambina è tardivo, visto che aspetta un altro figlio con un’altra donna.” Rispondo così all’avvocato. Ho un tono brusco, perché mi irrita questo suo modo di pesare tutto, mi fa sentire difesa a metà.
“Ha certamente ragione” prosegue con il suo solito tono, impersonale. Non fa che dirmi cosa non devo fare, per una volta vorrei sentire quello che posso, che mi conviene e che soprattutto mi fa stare meglio da quando le ho prese da mio marito. Da quando è finito o cominciato tutto, non so più. Però so che sto ancora aspettando qualcosa di positivo.

“Io la devo difendere, curando i suoi interessi

e a volte può sembrare il contrario ma è come le ho detto all’inizio: è necessario analizzare realisticamente la probabilità della riuscita. A che serve buttarsi nelle crociate se poi lei si farà solo ancora più male? Questo lo vogliamo evitare, giusto?”

Annuisco, credo che la mia faccia tradisca quanto invece io sia contrariata ma lui non se ne cura.

“Lasci perdere il fatto che lui intende fare come gli conviene, è ovvio che pensi ai suoi interessi. Lui si è già formato una famiglia nuova e intende avanzare la richiesta, del tutto legittima, per un assegno di mantenimento relativamente basso. È altrettanto ovvio che per questo insisterà affinché lei rimanga gratuitamente nell’appartamento, dove lui possa venire a trovare sua figlia senza grosse problematiche, perché ovviamente stiamo parlando di un affido condiviso.”

“Io non ne posso più avvocato,

lui avrà tutto e io devo stare zitta? Cosa mi dice delle sue dita sulla mia faccia?”

“Ci stavo arrivando, signora Marta. Volevo ancora chiederle se sa quando nascerà il secondo figlio di suo marito.”

“No avvocato, da quando l’ho saputo avrei voluto risparmiarmi la sua esistenza sia per me che per Soleia. Omm’‘e merd’, non meriterebbe di vedere ancora sua figlia. Invece viene davanti a scuola e ride, come se non fosse successo niente.”

“Tra tre mesi, signora Marta.”

Silenzio mio e silenzio suo. Per poco. Poi riprende.

“Tutto il procedimento della separazione e l’eventuale divorzio se non vi riuscirete a mettere d’accordo potrà avere tempi biblici per chi da una parte se ne vuole liberare alla svelta e per chi dall’altra è già entrato in un nuovo rapporto. Non voglio la sua risposta oggi. Abbiamo meno di una settimana per procedere per la violenza fisica che lei ha subito. Sono passati quasi tre mesi. Ci diamo ancora un paio di giorni e poi dovremo prendere la decisione definitiva. Valuti bene i suoi interessi, d’accordo?”

 

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