Devo avere pazienza, essere tollerante e sopportare ancora. Il che è sempre la stessa cosa però dirlo in modo diverso mi aiuta a non sentirmi sconfitta.

“Mamma perché la nonna chiama sempre?”
“Perché vuole sapere come stai.”
“Ma io sto bene.”
“Lo so bene.”
“Allora dillo tu alla nonna, io gliel’ho già detto.”

A volte è davvero difficile

Ora devo prendere io il cellulare e sorriderci dentro. Dicono che se lo fai dall’altra parte se ne accorgono. Mah, io penso sia l’umore che uno trasmette, l’altro se ne accorge che ti rompi. Con la suocera, che è ancora mia suocera, bisogna farlo altrimenti rischierei di trovarmi a dover rispondere a un sacco di domande. Lei ha tempo da perdere.

Adesso che si è stufata pure Soleia mi toccherà di nuovo il mio daffare. Oggi ho un mal di testa tremendo e mi fanno male anche le ossa. Se mi sono presa l’influenza sono fritta. Coraggio Marta, pazienza, tutto avrà la fine che si merita. Prendo lo smartphone e sorrido. Stavolta si è accontentata presto, le ho detto che ho il ferro da stiro acceso. Cosa si deve inventare una per staccarsi di dosso quella rompi. “Soleia, adesso però i denti e a dormire.”

Non c’è da rilassarsi

Vorrei chiamare mia mamma. Almeno la testa me la spaccherei una volta per tutte. Finché però la bimba non va a letto non la chiamo. Stare in mezzo a due nonne è un gioco da equilibrista. Prenderò la pastiglia e mi scorderò un bel bicchiere di vino. Quello sarebbe meglio scordarselo proprio, aveva consigliato l’avvocato, per evitare sorprese. Questo ovviamente perché rimanendo in casa di mia suocera mio marito si è assicurato le visite alla bambina e il poter dimostrare di essere presente nella sua vita. Così mi controlla pure lui. Sì, bisogna portare una gran pazienza.

Il far sparire le bottiglie sarebbe comunque il meno, è tutto il resto. L’assegno basso, perché non devo pagare l’affitto. La residenza di Soleia nello stesso posto dove è nata e cresciuta invece dovrebbe salvaguardare il suo equilibrio psichico. Certo, lui sarà poco presente, come prima, e ha le spese sostenute per farsi tranquillamente il suo nuovo nido. Intanto mi rompe sua madre perché lei “è preoccupata che Soleia non stia subendo questa situazione triste”, sì l’ha chiamata semplicemente “triste”.

La nonna del nord e la nonna del sud

Adesso chiamerò mia mamma e la dovrò tenere dalla voglia di fare concorrenza al Vesuvio, non farla sentire la nonna minoritaria. Per ora non ci possiamo spostare. Non bastava subire l’essere ricambiata per una più giovane, ora la nonna nordica si sente superiore anche perché ospita sua nipote e nel suo interesse specifico di mantenere i rapporti equilibrati. Ovviamente parole dell’avvocato di mio marito. Invece il mio le chiama “ingiustizie temporanee”.

Io ci devo credere ma a mamma non posso dirle tutte ‘ste cose. Devo solo spiegarle che non potrà vedere tanto presto sua nipote. Non certo perché mia suocera partecipi alla gara della presenza ma perché il suo bravo figliolo che un mese fa aveva assicurato che avrebbe firmato tutto, ora non gradisce che sua figlia possa allontanarsi, neanche a casa della mia amica per qualche giorno. Ora pretende l’affidamento congiunto.

Pazienza rilevante

“Signora, il problema non è tanto suo marito che lo pretende, è proprio la legge a dargli questo diritto. Non è più come una volta, che figli andavano quasi automaticamente alla madre, ora i giudici per la maggiore tendono per l’affidamento congiunto perché si guarda al bene dei figli, questo è il primario obbiettivo nelle separazioni.”. Quando ho sentito che oggi le madri rischiano pure, ho avvertito i brividi. Certo anche quello intendo ometterlo con mia madre. La mia pazienza risparmierà che la furia sudista arrivi fino al lago.

“Sì mamma, va tutto abbastanza bene.
No, non ho bisogno di soldi.
Devi stare tranquilla tu.
Dobbiamo seguire i tempi mamma, se fosse per me ti avrei abbracciata già stasera.
Non ti preoccupare, sto davvero bene.
Sì, certo, ma l’ho mandata a dormire prima perché volevo poterti parlare tranquilla.
No, purtroppo non ho delle novità.
Ce ne vorrà di tempo e non sarà semplice, lui adesso sta facendo storie.
Certo che si sapeva già che è uno così. Lo so, tu me lo dicevi.
Lo so.
Sì, anche papà lo diceva, che già quello …
Non lo sapevo mamma, pensavo che a papà lui tutto sommato andasse bene.
No, certo che non cambierebbe nulla.
Sì, tu hai ragione, io torto.
Adesso non si può fare niente, bisogna avere pazienza mamma.
Stai tranquilla, appena ho novità ti chiamo io.
Te la saluto Soleia, certo che te la saluto. Tu abbracciami il papà, un bacione.
Anche a te mamma, notte.”.

 

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